Il controverso spettacolo della pena di morte negli Stati Uniti
Il 3 dicembre 2025 segnerà un evento senza precedenti: il ministro della Guerra americano, Pete Hegseth, ha annunciato una diretta streaming della fucilazione dell’ex maggiore Nidal Hasan, condannato per la strage di Fort Hood nel 2009, in cui persero la vita tredici persone. La diretta, che non avviene dal 1945, sarà orchestrata dallo stesso Hegseth, il quale ha dichiarato: «Faremo in modo che la gente possa vederlo. Che sia pubblico», riporta Attuale.
Questo evento è l’ultimo di una serie di azioni controverse che caratterizzano l’amministrazione di Hegseth, il quale, dall’inizio del suo incarico nel gennaio 2025, ha trasformato il ministero della Difesa in una sorta di palcoscenico politico. Dopo la sua conferma al Senato, con un voto di 51 a 50, il potere del ministero è cresciuto assieme alla sua visibilità mediatica.
Hegseth, classe 1979 e laureato a Princeton e Harvard, ha servito in missioni in Guantanamo, Iraq e Afghanistan. La sua notorietà è derivata soprattutto dalla sua carriera come commentator su Fox News, dove ha trovato una risonanza notevole tra i circoli repubblicani. Le sue dichiarazioni spesso provocatorie e il suo linguaggio esplicito hanno però sollevato polemiche, contribuendo a fargli guadagnare un’immagine divisiva.
Tra le sue azioni più discusse si ricorda la fuga di notizie avvenuta nel marzo 2025, dove in una chat privata ha rivelato dettagli di operazioni militari, critiche agli alleati europei e ha dichiarato che il Pentagono non si occupa di cambiamento climatico, cancellando 91 studi sul tema.
In uno dei suoi discorsi a Quantico nel settembre 2025, Hegseth ha causato scalpore affermando che «è inaccettabile vedere generali grassi nei corridoi del Pentagono», lanciando al contempo un ultimatum ai militi che non sono in linea con le sue aspettative di una forza militare “snella”, escludendo quanti ritiene non aderenti all’ideale di guerrieri patriottici.
La sua retorica si intensifica quando parla dell’Iran, promettendo una militarizzazione estremamente aggressiva, mentre in risposta a una tragica operazione aerea che ha ucciso civili, ha rigettato le responsabilità affermando che l’esercito non colpisce mai obiettivi civili. Le sue parole alimentano così un clima di crescente tensione e divisione, lontano da una diplomazia tradizionale.
Il sostegno di Trump a Hegseth è cruciale: il presidente approva le sue strategie aggressive, sostenendo quel linguaggio bellicoso che piace a una parte significativa dell’elettorato repubblicano. Mentre il dibattito sulla fucilazione di Hasan continua, la diretta streaming diventa un simbolo della crescente militarizzazione e spettacolarizzazione della giustizia nel contesto politico americano.