Operaio edile muore a Caivano: accuse di omicidio colposo per il datore di lavoro

10.10.2026 06:15
Operaio edile muore a Caivano: accuse di omicidio colposo per il datore di lavoro

Inchiesta sulla morte di un operaio: arrestato il titolare per omicidio colposo

Il 2 ottobre, a Caivano, Salvatore Calignano è caduto dal tetto di un capannone, rimanendo gravemente ferito. Nel momento dell’incidente, testimoni affermano che qualcuno cercava di suggerirgli una versione alterata dell’accaduto. Michele De Rosa, amministratore unico della Mdr Costruzioni Srl, avrebbe invitato Calignano a dichiarare di essere stato investito, per ottenere un risarcimento dall’assicurazione, riporta Attuale.

L’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli Nord, sotto la direzione del pm Sabrina Navarro, ha portato all’arresto di De Rosa, accusato di omicidio colposo aggravato per violazione delle norme antinfortunistiche. Assieme a lui, sono coinvolti Antonio e Nicola Frezza della Frezza Immobiliare Srl, committenti dei lavori.

Secondo l’ordinanza di custodia cautelare, la giornata fatale è iniziata poco dopo le 8, quando Calignano, insieme ad altri due operai, ha utilizzato una scala improvvisata per accedere al tetto. L’accusa sostiene che almeno tre dei lavoratori erano irregolari e che il sito era privo di protezioni adeguate, come parapetti e sistemi di ancoraggio. Calignano è stato ripreso per l’ultima volta alle 14.37, prima di subire la caduta alle 14.44, quando altri operai si sono precipitati al suo soccorso e hanno iniziato a recuperare i loro effetti personali.

Una testimone ha avvistato Calignano a terra alle 14.50, attivando i soccorsi. I primi aiuti sono giunti alle 15.20; Calignano, seppur cosciente, riportava gravi ferite tra cui una frattura esposta al polso. È stato ricoverato in rianimazione, ma morirà il 3 ottobre. Non è chiaro se, con un intervento tempestivo, si sarebbero potute evitare conseguenze fatali. Le indagini confermano che il soccorso è avvenuto in corrispondenza del luogo della caduta.

Un elemento cruciale per l’indagine è l’assunzione di Calignano, comunicata alle 15.35 dello stesso giorno, che risale al primo ottobre, dunque posteriore all’incidente. Prima di questa data, risultava in cassa integrazione presso AM Srls di Antonio Tartaglione, suocero di De Rosa.

Il report dell’Asl Napoli 2 Nord, datato 5 ottobre, evidenzia la mancanza di dispositivi di sicurezza obbligatori. L’assenza di parapetti, imbracature e attrezzature adeguate è stata definità inammissibile. De Rosa è accusato di violazioni del decreto legislativo 81 del 2008, che regola la sicurezza nei luoghi di lavoro.

I comportamenti successivi di De Rosa aggravano la situazione: avrebbe dichiarato di trovarsi in autostrada di ritorno da Roma, mentre testimoni lo collocano ancora sul luogo dell’incidente. Inoltre, secondo le accuse, avrebbe tentato di influenzare il resoconto fornito dalla vittima e rimosso parte degli attrezzi di lavoro.

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