Trump intensifica le tensioni tra Russia e Ucraina con dichiarazioni sorprendenti
Nell’arco degli ultimi tre giorni, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intrapreso una serie di iniziative nei confronti della Russia e dell’Ucraina che hanno provocato una nuova crisi nei rapporti con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alimentando confusione sulle possibilità di un accordo per fermare la guerra, riporta Attuale.
Venerdì Trump ha concluso un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per aumentare le esportazioni di gasolio russo sul mercato mondiale e statunitense, con l’obiettivo di abbassare i prezzi. Sabato, ha suggerito la sostituzione di Zelensky, accusando l’Ucraina di contribuire all’aumento dei prezzi del carburante con i suoi attacchi contro le raffinerie russe.
La situazione è ulteriormente complicata da un annuncio di Trump, inaspettato, domenica, secondo cui Russia e Ucraina avrebbero raggiunto un accordo per sospendere gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. Tuttavia, tale accordo non è stato confermato da nessuna delle due nazioni e il governo ucraino sembrava essere all’oscuro della questione.
Al centro di questo intreccio di iniziative vi è il crescente prezzo del carburante negli Stati Uniti, aumentato notevolmente negli ultimi mesi a causa della guerra contro l’Iran avviata da Trump e Israele a febbraio. Con le elezioni di metà mandato imminenti, il costo della vita è diventato uno dei principali problemi politici per il presidente.
Trump sta cercando di aumentare la disponibilità di carburante sul mercato internazionale per abbatterne il prezzo. La Russia, uno dei principali produttori mondiali, ha dovuto ridurre le sue esportazioni di gasolio a causa dei danni subiti dalle sue raffinerie a seguito di bombardamenti ucraini. L’Ucraina ha condotto una campagna di bombardamenti con droni a lungo raggio contro gli impianti petroliferi russi, ottenendo ripercussioni significative.
Gli Stati Uniti hanno ripetutamente esortato il governo ucraino a fermare tali attacchi, considerati uno dei principali strumenti per danneggiare l’economia russa. Sabato Trump ha accusato Zelensky di generare un “problema mondiale” attraverso i bombardamenti e ha affermato che l’Ucraina necessiterebbe di “un nuovo presidente.” Le sue dichiarazioni potrebbero influenzare concretamente il supporto militare statunitense all’Ucraina.
Secondo una ricostruzione pubblicata dal Financial Times, tra sabato e domenica funzionari dell’amministrazione Trump avrebbero contattato rappresentanti ucraini e di diversi paesi europei, chiedendo la cessazione degli attacchi contro le raffinerie russe. Le fonti indicano che gli Stati Uniti avrebbero minacciato di sospendere la condivisione di informazioni di intelligence e di bloccare il programma PURL, tramite il quale vendono armamenti agli stati europei da inviare all’Ucraina.
Domenica, Trump ha fatto un’ulteriore dichiarazione sorprendente, affermando sul suo social media Truth che Russia e Ucraina avevano raggiunto un accordo per un “cessate il fuoco sull’energia”, attivo immediatamente. “Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!”, ha scritto.
Un simile accordo significherebbe la cessazione degli attacchi reciproci contro le infrastrutture energetiche, uno sviluppo fondamentale soprattutto in vista dell’inverno, quando gli attacchi russi alle centrali elettriche ucraine potrebbero avere conseguenze devastanti per la popolazione civile.
Tuttavia, l’annuncio ha sorpreso anche il governo ucraino. Intervistato da Axios, Zelensky ha dichiarato che era la prima volta che ne sentiva parlare, aggiungendo che se Putin avesse realmente accettato di interrompere gli attacchi, l’Ucraina sarebbe stata pronta a farlo. Tuttavia, la Russia non ha confermato l’esistenza di tale accordo e, nelle ore successive al messaggio di Trump, ha continuato a bombardare le infrastrutture energetiche ucraine.