Roma, 12 ottobre 2026 – Una ricostruzione emerge sulla morte di David Rossi, ex capo comunicazione del Monte dei Paschi, trovato morto nel vicolo Monte Pio di Siena l’8 marzo 2013. Secondo un’analisi condotta dai carabinieri del Ris di Roma per la commissione parlamentare d’inchiesta, Rossi avrebbe potuto essere visto da una o più persone mentre si trovava ancora vivo, riporta Attuale.
La consulenza, presentata dal presidente della commissione Gianluca Vinci, contestualizza la scena dell’evento all’interno di un impianto di videosorveglianza. Risulta che, da alcune posizioni del vicolo, era possibile avere una visione chiara del corpo di Rossi, contrariamente a quanto affermato in precedenza con la telecamera fissa, che presentava zone d’ombra e punti ciechi.
I dettagli della ricostruzione
Secondo l’analisi, il corpo di Rossi è atterrato alle 20.00 e, da quel momento, a partire dalle 20.04, è stata segnalata la prima ombra significativa proiettata dai fari delle auto, indicando la presenza di una persona nel vicolo. Il comandante Adolfo Gregori ha evidenziato che chiunque si trovasse in determinate posizioni avrebbe avuto visibilità sul corpo, ma potrebbe non essere stato registrato dalla telecamera.
“Dall’indagine risulta che questo soggetto doveva trovarsi nel vicolo per un lungo periodo e non può essere considerato estraneo ai fatti”, ha dichiarato Vinci, evidenziando la complicazione del caso.
Il soccorso negato
Un altro aspetto preoccupante emerso dall’analisi è che, sebbene Rossi fosse ancora vivo fino alle 20.17, non ha ricevuto soccorso fino al momento in cui una prima persona è giunta nel vicolo, ovvero alle 20.27. Vinci ha commentato la situazione dicendo: “Quella persona è rimasta nel vicolo tutto il tempo necessario a impedire i soccorsi ad una persona che poteva essere ancora salvata. È un particolare inedito”.
Inoltre, si è scoperto che il tempo intercorso tra la caduta di Rossi e la prima ombra apparsa, pari a quattro minuti, coincide con il tempo necessario per scendere dall’ufficio e arrivare nel vicolo Monte Pio.
Per la commissione, il caso di Rossi rappresenta “una minaccia finita male”. Si ipotizza che il manager fosse in compagnia di altre persone al momento della tragedia, e che sia stato prima aggredito e poi costretto a precipitare dalla finestra, sfuggendo alla presa di chi lo stava minacciando.