I soldati eritrei tornano nel Tigray mentre si intensificano gli scontri tra governi locali

12.10.2026 15:25
I soldati eritrei tornano nel Tigray mentre si intensificano gli scontri tra governi locali

Scontri intensificati in Etiopia: il TPLF contro il governo centrale

In Etiopia, gli scontri tra l’esercito del governo centrale e il Fronte di liberazione del popolo del Tigray (TPLF) hanno raggiunto livelli allarmanti, riporta Attuale. Questa escalation segna un ritorno al conflitto interno, richiamando alla mente le atrocità della guerra civile che ha infuriato tra il 2020 e il 2022. Il TPLF, un gruppo armato del Tigray, mira a rovesciare il governo del primo ministro Abiy Ahmed.

La situazione sul terreno è instabile e si evolve rapidamente, evidenziando che gli scontri interni potrebbero innescare una nuova guerra civile, trasformando anche le dinamiche regionali, con paesi come l’Eritrea già coinvolti nel conflitto. Da decenni, i rapporti tra Etiopia ed Eritrea oscillano a causa di eredità coloniali e alleanze mutevoli, complicate ulteriormente dall’attuale crisi.

Il primo ministro Abiy Ahmed e il dittatore eritreo Isaias Afwerki si trovano ora in una lotta per il controllo dell’accesso al Mar Rosso, un tema cruciale alla luce del sostegno eritreo al TPLF. La guerra civile in Tigray era stata innescata nel 2020 da elezioni regionali indette unilateralmente dal TPLF, accusando il governo di Abiy di procrastinare le elezioni nazionali per consolidare il proprio potere.

La guerra, che ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati, ha visto un’iniziale alleanza tra Etiopia e Eritrea contro il TPLF. Tuttavia, l’accordo di pace che ha posto fine al conflitto è stato in gran parte ignorato, alimentando il risentimento, soprattutto da parte dell’Eritrea, esclusa dai trattati di pace.

Oggi, l’attenzione si concentra sull’accesso al mare, un tema delicato poiché l’Etiopia ha perso il suo accesso al mare negli anni ’90 con l’indipendenza dell’Eritrea. Da quando Abiy è salito al potere, ha ripetutamente manifestato l’intenzione di riconquistare questa via d’accesso. Per l’Eritrea, le dichiarazioni di Abiy sono percepite come una minaccia diretta.

Negli ultimi anni, secondo Abiy, il supporto di Afwerki al TPLF segna un cambio di rotta; tale alleanza avrebbe come obiettivo la creazione di un’area cuscinetto per difendersi da potenziali aggressioni etiopi. Non è la prima volta che ciò accade: durante la guerra d’indipendenza eritrea negli anni ’80, il TPLF e i ribelli eritrei collaborarono contro il regime militare etiope.

Nonostante Eritrea e TPLF abbiano negato l’esistenza di un’alleanza attuale, diversi indizi suggeriscono il contrario. Nelle ultime settimane, rapporti di truppe eritree nel Tigray sono stati confermati da fonti locale e internazionale, accompagnati da segni di apertura dei confini tra Tigray ed Eritrea, precedentemente chiusi.

Recentemente, il 23 settembre, il TPLF ha conquistato vari aeroporti, isolando la regione. Il 4 ottobre, l’esercito etiope ha condotto una controffensiva, riprendendo il controllo della capitale del Tigray. Da allora, si sono riattivati i collegamenti aerei, mentre un attacco aereo ha colpito soldati eritrei vicino a Adigrat.

Il 1° ottobre, Abiy ha chiuso l’ambasciata etiope in Eritrea, interrotto i rapporti diplomatici e accusato l’Eritrea di invasione. Il governo etiope ha anche contattato le Nazioni Unite per denunciare una «invasione su vasta scala» della propria regione settentrionale, da cui l’Etiopia si ritiene in diritto di difendersi. Afwerki ha quindi affermato che la gestione del Mar Rosso compete esclusivamente ai paesi che vi si affacciano, un chiaro riferimento all’Etiopia.

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