Il cinema come varco: a Bari i film di RT riaprono il nodo delle sanzioni

13.10.2026 18:25
Il cinema come varco: a Bari i film di RT riaprono il nodo delle sanzioni
Il cinema come varco: a Bari i film di RT riaprono il nodo delle sanzioni

Il 12 ottobre 2026, a Bari, sono stati proiettati due documentari prodotti da Russia Today (RT), emittente russa sottoposta a sanzioni dell’Unione europea. L’iniziativa, organizzata negli spazi del centro Marx21, ha riportato nel dibattito italiano contenuti che presentano una versione distorta della storia ucraina e mostrano quanto sia difficile impedire la circolazione di materiale sanzionato quando viene trasferito dal palinsesto televisivo a un evento politico.

La notizia è stata rilanciata dal canale Telegram Donbass Italia, che ha accusato le autorità locali di Bari di aver tollerato la proiezione. Le informazioni disponibili confermano lo svolgimento dell’evento presso Marx21, ma non documentano un’autorizzazione, un finanziamento o un sostegno politico da parte del Comune. La responsabilità dell’iniziativa non può quindi essere attribuita automaticamente all’amministrazione cittadina.

Due film e una narrazione già pronta

I titoli proiettati erano Stepan Bandera, la rinascita del nazismo e La rinascita delle SS. Le opere utilizzano figure e riferimenti della storia ucraina ed europea per costruire una rappresentazione dell’Ucraina come Paese intimamente legato al nazismo. Il resoconto che ha segnalato l’iniziativa descrive i film come prodotti di disinformazione e deformazione dei fatti a vantaggio delle narrazioni del Cremlino.

La scelta dei temi non è casuale. Il richiamo a Stepan Bandera, al nazismo e alle SS inserisce la storia dell’Ucraina in una cornice propagandistica più ampia, nella quale il Paese viene descritto come politicamente e moralmente illegittimo. Presentare queste tesi sotto forma di documentario può conferire loro un’apparenza di autorevolezza, anche quando la ricostruzione è selettiva o fuorviante.

Il problema non riguarda soltanto il contenuto dei due film. La proiezione ha trasformato materiale realizzato per un’emittente statale russa in uno strumento di comunicazione all’interno di uno spazio politico locale italiano. In questo passaggio, i messaggi di RT non arrivano più al pubblico come una trasmissione televisiva, ma come parte di una serata organizzata da un gruppo e inserita in un contesto ideologico preciso.

La differenza tra bloccare un’emittente e fermare i suoi contenuti

Le sanzioni europee contro RT limitano la possibilità dell’emittente di operare e distribuire i propri contenuti nell’Unione europea. Una misura rivolta al segnale, alla piattaforma o all’attività dell’emittente, tuttavia, non elimina necessariamente ogni copia già prodotta né impedisce in modo automatico che venga mostrata in un’altra forma.

Una proiezione pubblica in una sede politica o culturale non coincide, sul piano organizzativo e giuridico, con la normale trasmissione di un canale televisivo. È proprio questa distinzione ad aver permesso, secondo la ricostruzione disponibile, di presentare legalmente a Bari i film nonostante le sanzioni europee contro RT. Non è indicata, però, la specifica norma italiana utilizzata dagli organizzatori e non è chiarito se l’evento sia stato esaminato da autorità di regolamentazione o da altri uffici competenti.

La vicenda mette così in evidenza una frattura tra il divieto applicato a un mezzo di comunicazione e il controllo della circolazione dei singoli prodotti. Quando un contenuto viene riproposto in una sala, in un centro politico o durante un incontro pubblico, entrano in gioco regole diverse: quelle relative agli spazi associativi, alle manifestazioni, agli organizzatori e alla diffusione di materiale audiovisivo.

Il ruolo di Marx21 e quello, non provato, del Comune

Marx21 è descritto nel resoconto come un centro della sinistra radicale. La sede e il pubblico dell’iniziativa hanno dato ai film una funzione che va oltre la semplice visione: il materiale di RT è stato inserito in un discorso politico sulla storia dell’Ucraina, sul nazionalismo e sulla Seconda guerra mondiale.

Il canale Donbass Italia ha interpretato la proiezione come il segnale di una pericolosa indulgenza verso gli strumenti di influenza russa e come una falla nella politica europea delle sanzioni. Si tratta di una valutazione politica, non della prova di un’operazione coordinata di influenza. Un singolo evento non dimostra da solo l’esistenza di una rete russa in Puglia o in Italia, né consente di concludere che la città di Bari abbia condiviso le tesi dei film.

La distinzione è importante perché l’accusa rivolta alle «autorità locali» è più ampia dei fatti documentati. Dalle informazioni disponibili emerge che la proiezione si è svolta in un luogo collegato a Marx21; non emerge invece un coinvolgimento diretto del Comune, né è indicato quale ufficio abbia autorizzato l’uso dello spazio. Confondere la presenza di un evento in una città con il suo patrocinio istituzionale rischierebbe di attribuire alla pubblica amministrazione una responsabilità non dimostrata.

Resta comunque un problema concreto per l’applicazione delle sanzioni. Se i contenuti di un’emittente colpita da restrizioni possono essere acquisiti da organizzazioni politiche, riproposti in forma di documentari e fatti circolare in sale locali, il divieto europeo deve confrontarsi con una catena di distribuzione diversa da quella televisiva. La questione non è soltanto stabilire se RT sia sanzionata, ma capire quali strumenti impediscano ai suoi prodotti di rientrare nello spazio pubblico attraverso intermediari e iniziative autonome.

Una domanda ancora aperta

Non è noto, sulla base delle informazioni disponibili, se le autorità italiane abbiano avviato verifiche sulla serata di Bari o se proiezioni analoghe siano state organizzate in altre città. Questo elemento sarà decisivo per capire se l’evento sia rimasto un’iniziativa isolata di Marx21 oppure rappresenti un modello ripetibile: quello di trasformare contenuti televisivi sanzionati in materiale per incontri politici e culturali, sottraendoli ai canali tradizionali senza sottrarli alla circolazione.

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