Donald Trump: il suo approccio incoerente minaccia gli aiuti all’Ucraina

17.10.2026 12:55
Donald Trump: il suo approccio incoerente minaccia gli aiuti all'Ucraina

Trump e l’Ucraina: Un’Amministrazione Inaffidabile e Un Piano Controverso

La rielezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, alla fine del 2024, ha segnato un punto di svolta significativo per la guerra in Ucraina. L’amministrazione Biden aveva stanziato oltre 66 miliardi di dollari in aiuti militari per l’Ucraina, ma Trump ha subito dimostrato di non avere intenzione di mantenere tale impegno, almeno non con la stessa intensità, riporta Attuale.

Negli ultimi due anni, il governo statunitense è diventato un alleato imprevedibile per l’Ucraina; Trump ha rifiutato di approvare nuovi aiuti sostanziali e ha sospeso più volte quelli già approvati, utilizzandoli come leva contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Le proposte di Trump per porre fine al conflitto hanno spesso mostrato un chiaro favore verso la Russia, in contrasto con le aspettative di un supporto equo all’Ucraina.

Prima dell’invasione russa dell’Ucraina
Prima di assumere il suo secondo mandato, Trump aveva espresso disponibilità a negoziare con il presidente russo Vladimir Putin, differente dall’approccio ostile dei suoi predecessori. Dopo l’invasione della Crimea da parte della Russia nel 2014, Obama adottò misure sanzionatorie senza precedenti. Trump, al contrario, ventilò la possibilità di reintegrare la Russia nel G8 e di riconoscere ufficialmente la Crimea come territorio russo, sebbene ciò non si sia mai concretizzato.

Verso l’Ucraina, Trump ha sempre mantenuto una posizione transazionale, sostenendo che l’assistenza sarebbe stata condizionata a specifici requisiti.

Nel 2019, sfruttò gli aiuti militari all’Ucraina per guadagnare un vantaggio politico nelle elezioni, imponendo la sospensione di 400 milioni di dollari già approvati. La sua chiamata a Zelensky per avviare indagini su Joe Biden e il figlio Hunter segna un uso delle relazioni bilaterali come strumento di ricatto.

Il secondo mandato di Trump
Durante la campagna elettorale del 2024, Trump prometteva di risolvere la guerra in «24 ore» e nel febbraio 2025 iniziò negoziati diretti con la Russia, escludendo l’Ucraina. Sebbene Zelensky abbia firmato un accordo con gli Stati Uniti per l’accesso a risorse minerarie ucraine, il successivo incontro alla Casa Bianca si rivelò una debacle mediatica, con il vicepresidente JD Vance che accusò Zelensky di irriconoscenza.

Dopo questo episodio, Trump sospese per una settimana le forniture di armi e di informazioni d’intelligence verso l’Ucraina, sebbene nel prosieguo la CIA contribuì a colpire le infrastrutture energetiche russe.

A luglio, Trump bloccò l’invio di missili Patriot all’Ucraina, per poi ritrattare, affermando che il supporto militare sarebbe continuato se i paesi della NATO avessero coperto i costi.

L’incontro in Alaska con Putin
Ad agosto 2025, Trump incontrò Putin in Alaska, un gesto che segnò la fine dell’isolamento del presidente russo. Questo incontro avvenne mentre la Corte penale internazionale aveva emesso un mandato di arresto per Putin per crimini di guerra.

Tra il 2025 e il 2026, i rapporti tra Trump e Putin divennero tesi, soprattutto per la resistenza russa a concedere concessioni territoriali e compresi i territori occupati.

A settembre 2025, Trump espresse pubblicamente critiche verso Putin, supportando formalmente l’istanza dell’Ucraina di riconquistare tutti i territori occupati, ma tornò rapidamente sui suoi passi.

Il piano in 28 punti
A novembre 2025, un piano di pace in 28 punti elaborato da Trump con la Russia venne presentato, ma senza coinvolgere l’Ucraina. Questo piano richiedeva sostanziali concessioni da parte dell’Ucraina riguardo ai territori occupati, col presidente ucraino Zelensky che chiese modifiche significative. Trump, accusando Zelensky di mancanza di gratitudine, si mostrò irremovibile.

Le priorità dell’amministrazione Trump subirono un cambiamento radicale con l’inizio di un conflitto in Medio Oriente nel febbraio 2026.

L’impatto della guerra in Medio Oriente
Nel 2026, gli aiuti statunitensi all’Ucraina si ridussero ulteriormente, con Trump che promise di autorizzare la produzione di missili Patriot in Ucraina, per poi ritrattare. La maggior parte del supporto arrivò dall’Unione Europea, con quasi 11 miliardi di euro stanziati tra maggio e giugno da paesi europei.

Recentemente, Trump ha concluso un accordo con Putin per sospendere le sanzioni sul gasolio russo, mettendo in discussione l’impegno USA verso l’Ucraina e suggerendo che gli attacchi ucraini abbiano influito sui prezzi del carburante. Trump ha addirittura suggerito che l’Ucraina necessiti di un nuovo presidente, mentre Zelensky ha lamentato la sospensione della condivisione di informazioni d’intelligence sui missili russi.

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