La convalescenza di Papa Leone XIV: possibile viaggio in Sudamerica a novembre

17.10.2026 23:35
La convalescenza di Papa Leone XIV: possibile viaggio in Sudamerica a novembre

Il viaggio del Papa in America Latina in discussione dopo l’intervento chirurgico

Città del Vaticano, 17 ottobre 2026 – Il professor Stefano Margaritora, chirurgo che ha operato il Papa al polmone destro, ha espresso ottimismo riguardo alla possibilità di un viaggio pontificio in America Latina, previsto dal 6 al 17 novembre. “Non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto”, ha affermato, sottolineando l’impatto di questo viaggio sull’anima di Bergoglio, desideroso di visitare Uruguay, Argentina e Perù, sua terra d’origine missionaria, riporta Attuale.

Tempistiche di recupero post-intervento

Si prevede che Leone XIV torni alla piena operatività in dieci giorni. Lo staff sanitario, guidato dal medico curante Luigi Carbone, è pronto a fornire tutto il supporto necessario. I cronisti hanno visto Carbone lasciare il policlinico insieme a Prevost dopo la dimissione concordata con Margaritora. Un altro membro cruciale del team è Massimiliano Strappetti, infermiere con un lungo passato nel servizio di Rianimazione, noto per il suo legame con i Papi, da Giovanni Paolo II a Bergoglio.

La Direzione Sanità e Igiene della Santa Sede è dotata di una guardia medica e di un piccolo pronto soccorso, consentendo al Pontefice di ricevere trattamenti medici completi all’interno delle mura vaticane. La situazione di Prevost resterà sotto osservazione, senza la necessità immediata di particolari presidi medici presso il Palazzo Apostolico. L’esame istologico sul polmone destro, asportato durante l’intervento, sarà cruciale per comprendere il decorso oncologico del Pontefice. I risultati sono attesi a breve, come confermato dal direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni, che ha escluso, al momento, la necessità di ulteriori terapie oncologiche.

Il decorso oncologico

Prima dell’intervento, Prevost ha descritto la lesione polmonare come circoscritta, in una fase iniziale e localizzata, il che è motivo di speranza. Il cardinale Pablo David, presente al recente summit vaticano sulla famiglia, ha espresso la sua gratitudine per la dimissione precoce di Leone XIV, ma ha anche manifestato preoccupazione: “Il Santo Padre è un essere umano, non Superman. Forse ciò di cui ha più bisogno in questo momento è qualche giorno di tranquillità”.

In base alle linee guida sanitarie, se lo stadio tumorale è 1, al Papa basterà sottoporsi a controlli periodici. In caso di stadio 2/3, sarà necessaria una chemioterapia adiuvante, eventualità che può essere gestita all’interno del Vaticano. Solo in uno scenario di stadio 4, si potrebbe considerare il ritorno al Gemelli per ulteriori trattamenti. Tuttavia, nessuno si aspetta o spera in tale evoluzione.

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