Csm, il centrosinistra cerca la vicepresidenza con Enrico Grosso e i candidati dem

27.10.2026 19:35
Csm, il centrosinistra cerca la vicepresidenza con Enrico Grosso e i candidati dem

Risultati delle elezioni dei membri laici del Csm: il centrodestra getta il guanto della sfida

Domani, 28 ottobre, il Parlamento italiano si prepara a votare per eleggere dieci membri laici del Consiglio superiore della magistratura (Csm), con il centrodestra che potrebbe riservare solo due posti alle opposizioni, aumentando il numero di seggi disponibili per i suoi rappresentanti. La corsa per la vicepresidenza, però, rimane aperta, con il nome di Enrico Grosso, costituzionalista e leader della campagna per il No al referendum sulla giustizia, che potrebbe emergere come candidato favorito tra i magistrati, riporta Attuale.

Le votazioni, che si svolgeranno tra Camera e Senato, sono seguite con grande attenzione, date le potenziali implicazioni per l’assetto del potere nel Csm. A differenza delle elezioni precedenti, quando il centrodestra aveva ottenuto sette seggi, questa volta Fratelli d’Italia punta a conquistare otto dei dieci posti disponibili, lasciando così solo due seggi alle minoranze parlamentari, una mossa che ha suscitato malcontento, soprattutto nei ranghi di Matteo Renzi, che spera di far eleggere un suo rappresentante.

I candidati del PD e la sfida per la vicepresidenza

Il Partito Democratico e i suoi alleati si sfidano per influenzare la selezione dei candidati. Tra i nomi di spicco figurano Anna Rossomando e Alfredo Bazoli, entrambi senatori, assieme a Enrico Grosso e Andrea Pertici, esperto di diritto, con la speranza di trovare un’alleanza tra le forze politiche. Tuttavia, la pressione delle maggioranze è palpabile e complicherà ulteriormente le trattative.

Il risultato delle elezioni dei venti membri togati, che si sono concluse il 26 ottobre, sarà cruciale per determinare le dinamiche di votazione per la vicepresidenza del Csm, dove potrebbero essere favorevoli le candidature che riescano a ottenere consensi trasversali. Enrico Grosso potrebbe sostenere una posizione simbolica importante, rappresentando la voce di una magistratura che si è opposta alla recente riforma.

Antonio Di Pietro e le trattative avviate

Nel frattempo, la candidatura di Antonio Di Pietro, ex pm noto per il suo schieramento a favore del Sì al referendum, sta guadagnando terreno nel centrodestra. Sono in corso trattative che potrebbero avvicinare il suo nome a un accordo con Giorgia Meloni, con possibili sviluppi che coinvolgono anche l’Italia dei Valori e Cateno De Luca.

Di Pietro ha dichiarato di non limitare la sua candidatura a una singola fazione e di essere disponibile per il Parlamento, aprendo la porta a una coalizione più ampia. La composizione finale del Csm, comunque, rimane incerta e dipenderà dai risultati delle votazioni di domani.

Voto anticipato per le elezioni del Csm: possibili sorprese all’orizzonte

L’attesa per il primo voto alle 16:30 di domani è palpabile, con il centrodestra che sembra propenso a non rischiare, optando per schede bianche per il momento. La strategia potrebbe rivelarsi cruciale, dato che con il passare delle votazioni il quorum necessario per l’elezione scenderà, lasciando aperta la strada a ulteriori candidature fino alle 10 di domani.

In questo delicato equilibrio politico, il voto di domani rappresenterà un primo segnale delle forze in gioco e delle vere intenzioni di ogni partito nella composizione futura del Csm.

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