Incidente mortale di un elicottero militare italiano in Bosnia Erzegovina
Nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre, un elicottero militare italiano è precipitato nel nord-est della Bosnia Erzegovina, provocando la morte di quattro militari, due dell’esercito e due del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. A bordo dell’elicottero c’erano quindici persone: le altre undici sono ferite, ma nessuna è in pericolo di vita, secondo quanto comunicato dal ministero della Difesa. Le cause dell’incidente rimangono sconosciute e sono attualmente oggetto di indagine, riporta Attuale.
L’incidente si è verificato a Gorice, vicino a Brčko, una località nel nord-est della Bosnia al confine con la Croazia. L’elicottero era impegnato nell’operazione EUFOR Althea, una missione dell’Unione Europea avviata nel 2004, con oltre mille soldati provenienti da 24 nazioni, tra cui 320 italiani, il contingente più numeroso. La missione ha come obiettivo il supporto e l’addestramento delle forze armate bosniache.
L’elicottero precipitato, un CH-47 Chinook, era arrivato mercoledì mattina da Viterbo dopo una sosta all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Questo grande mezzo militare, impiegato fin dagli anni ’60 per il trasporto di uomini e materiali, è realizzato dalla Boeing in collaborazione con Leonardo. Il Chinook, dotato di due eliche e due motori, ha una capacità di trasporto di fino a 54 persone e può raggiungere velocità superiori ai 250 chilometri orari.
Le informazioni iniziali indicano che l’incidente sia avvenuto subito dopo il decollo, secondo quanto riferito dall’ambasciatrice italiana in Bosnia Erzegovina, Sarah Castellani, e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Testimoni e alcuni video preliminari mostrano che l’elicottero volava a bassa quota e stava effettuando manovre prima di precipitare, frammentandosi all’impatto con il suolo.
Su X, una pagina dedicata a questioni militari in Bosnia, è stato caricato un video che mostrerebbe il momento dell’incidente, mostrando l’elicottero perdere quota prima di scomparire dietro alcuni alberi. Le condizioni meteorologiche al momento del volo erano favorevoli, con poche nuvole e vento sotto i 5 chilometri orari.
Dai video e dalle comunicazioni ufficiali non si evidenziano esplosioni o incendi sul velivolo, alimentando ipotesi su un possibile guasto tecnico, come ha suggerito il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso di un’intervista.
Le vittime dell’incidente sono i militari Simone Ruggia (30 anni) e Claudio Marchesi (35 anni), appartenenti al Comando aviazione di Viterbo, e due membri della Croce Rossa militare, Franco Adriano Zecchillo (64 anni) e Laura Procacci (24 anni), alla sua prima missione internazionale. Gli undici feriti non sono in pericolo di vita.
Il ministero della Difesa ha inviato un’équipe medica dall’Italia per garantire supporto e assistenza ai feriti. Il ministro Crosetto, insieme al capo di stato maggiore della Difesa, si reca sul luogo dell’incidente. Venerdì 30 ottobre era prevista l’inaugurazione del “Villaggio Difesa” al Circo Massimo di Roma, ma quest’evento è stato annullato; le celebrazioni del 4 novembre, giornata di unità nazionale delle Forze armate, saranno dedicate alla memoria dei militari deceduti.
Politici di tutti gli schieramenti, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno espresso le loro condoglianze alle famiglie delle vittime, nonché la loro vicinanza ai feriti e all’esercito. Meloni e Crosetto hanno deposto un mazzo di rose in memoria dei caduti.