Meloni pronta per le elezioni, la sinistra si deve organizzare velocemente

31.10.2026 02:25
Meloni pronta per le elezioni, la sinistra si deve organizzare velocemente

Roma, 31 ottobre 2026 – Nel 1949, dopo la prima guerra arabo-israeliana, le due parti si trovarono nell’isola di Rodi senza mai incontrarsi. Il mediatore statunitense, per conto dell’Onu, andava da una stanza all’altra e alla fine portò all’accordo del 24 febbraio, riporta Attuale.

La partita nel Campo largo

A quanto pare, dopo l’incontro di ieri, nel Campo largo questa ipotesi sembra scongiurata. Vuol dire che Conte, se non tratterà fisicamente con Renzi, dovrà vedersela con Boschi e Paita. Cito Conte, perché nella conversazione per il mio libro in uscita ha detto che “la presenza di Italia Viva nella coalizione non è un problema nostro, ma dell’Italia. Su una parte dell’elettorato del M5s non andasse a votare per la presenza di Renzi, noi non manderemmo mai a casa la Meloni”. Pertanto, Elly Schlein deve farsi garante di Renzi. Questa affermazione serve a mantenere la calma nel movimento, ma non tranquillizza del tutto il clima.

Nell’incontro online di ieri tra i maggiorenti della sinistra è stato tracciato, peraltro, il primo vero compromesso sui tempi e i modi della sfida a Giorgia Meloni. Il programma sarà definito entro novembre e le primarie si terranno entro febbraio, e non più tardi come avrebbe desiderato la segretaria del Pd.

A febbraio, (o forse anche in gennaio, visto che la prima udienza della Corte costituzionale sui ricorsi si terrà in dicembre) dovrebbe essere chiaro se la sentenza della Consulta sarà non distruttiva, ma “correttiva e auto applicativa”. Se questa ipotesi si rivelasse corretta, tutti credono che il presidente del Consiglio cercherà di votare in primavera, nonostante i suoi alleati continuino a sperare nell’autunno, esponendo il vincitore a una gestione tardiva e difficilissima della legge finanziaria. (In Italia non si è mai votato in autunno per le elezioni politiche, anche per non fare campagna elettorale ‘sotto gli ombrelloni’. Il 2022 fu un’eccezione per la crisi improvvisa del governo Draghi).

Le mosse della premier

In effetti, Meloni si sta comportando come se si votasse domani mattina. Ha chiarito, nella nostra conversazione per il libro, che non ha nessuna intenzione di allearsi con Vannacci: non sono ricattabile oggi e non intendo esserlo domani da un partito che ha tradito il centrodestra, punta a farlo perdere e vota sempre con il Campo largo.

Ma soprattutto, oltre a incontrare quotidianamente categorie economiche, sociali e professionali, ha messo in campo una manovra che pur nella sua povertà, strizza l’occhio a larga parte della popolazione. 300 euro sembrano pochi, ma per alcuni milioni di anziani poveri rappresentano un piccolo sollievo per spese sanitarie extra.

Così come l’abolizione strutturale del bollo auto, l’aumento a 55mila euro della soglia di reddito per la tassazione (33 per cento invece di 35), la flat tax portata a 100.000 euro, il forte incoraggiamento per gli affitti di lunga durata e soprattutto per quelli ai giovani, l’allungamento dei congedi parentali, e altro ancora. Tutti ai blocchi di partenza, insomma, anche se lo starter è ancora lontano.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, si continua a parlare di alleanze e coalizioni come se non ci fosse un domani! Ma davvero si pensano le primarie a febbraio? Con questi tempi incerti, è tutto un grande mazzo di carte. E Meloni sembra avere già in mente il piano perfetto, mentre gli altri sono ancora a discutere… incredibile!

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