Il fenomeno dei «coach per mariti» che promuovono la condivisione del lavoro domestico
Alessandro Frosali, noto per il suo profilo Instagram che conta 602 mila follower, si propone come un «coach per mariti», insegnando agli uomini come non lasciare tutto il lavoro domestico sulle spalle delle loro mogli. La sua newsletter, intitolata «Un marito migliore in 2 minuti», enfatizza la responsabilità degli uomini nel migliorare se stessi all’interno del matrimonio, non semplicemente aspettando che le cose cambino, riporta Attuale.
Frosali pubblica video che forniscono consigli pratici, come la gestione della spazzatura, in un linguaggio diretto e diretto. I suoi video affrontano temi quali «Dieci ragioni per cui lei non è più la tua amante ma una coinquilina» e «Venticinque cose che una moglie non deve spiegare a un marito adulto», evidenziando la necessità di una più equa ripartizione del «carico mentale». Queste tematiche, sebbene possano sembrare banali, rispondono a problematiche quotidiane di molte coppie.
La crescente popolarità di queste figure professionali è accompagnata da statistiche allarmanti. Secondo un recente rapporto Istat, le donne in coppie eterosessuali lavorano mediamente 4 ore e 21 minuti al giorno nel lavoro domestico e di cura, ovvero 2 ore e 22 minuti in più rispetto agli uomini. Questo divario è ancora più marcato nei contesti con figli e nel Mezzogiorno d’Italia.
Sebbene Frosali e altri coach promuovano la consapevolezza tra gli uomini, i loro metodi sono accettati con ambivalenza. Da un lato, c’è una crescente richiesta di aiuto per migliorare le dinamiche familiari; dall’altro, la necessità di tali iniziative evidenzia una ritrosia persistente degli uomini a prendersi le proprie responsabilità domestiche. Questi professionisti, tra cui anche figure come Zach Watson, offrono consulenze per affrontare questioni come il bilanciamento del lavoro domestico, riflettendo un cambiamento culturale più ampio in corso nella società.
Infine, l’accesso a questi coach, sia negli Stati Uniti che in Italia, segna un segnale di evoluzione nella percezione del ruolo del marito e della responsabilità condivisa nel matrimonio. Mentre alcuni possono rimanere scettici, il bisogno di coaching per il «carico mentale» sottolinea l’importanza di una comunicazione aperta e della cooperazione alle basi delle relazioni moderne.