Roma, 19 ottobre 2026 – Dopo la formalizzazione della sua candidatura a Palazzo Chigi, Elly Schlein sottolinea l’importanza di un programma da costruire “con tutti e da tutti” come primo passo per delineare un’alternativa al governo, coinvolgendo cittadini, sindacati e associazioni. La segretaria del Partito Democratico avanza e si dichiara pronta a competere “con o senza primarie”. Questa posizione rappresenta una risposta alle richieste di un federatore da parte di M5S e Avs, ovvero un nome terzo capace di unire le forze. Tuttavia, le opposizioni – Pd, M5S e Avs – partono da percorsi e priorità differenziate, con proposte condivise e punti ancora controversi. Ecco come i tre partiti stanno definendo la propria visione di governo, toccando tematiche che spaziano dal lavoro alla sanità, fino alle politiche sociali, riporta Attuale.
Programmi a confronto, Pd-M5S-Avs: tre percorsi per l’alternativa
Il M5S ha elaborato il proprio programma attraverso “Nova – Parola all’Italia”, un percorso partecipativo culminato il 19 e 20 settembre al World Join Center di Milano, dove sono state raccolte le proposte in 20 punti programmatici votati dagli iscritti. Il Pd ha invece avviato una campagna di ascolto e approfondimento tematico, presentando le proprie priorità all’assemblea nazionale di ieri, domenica 18 ottobre, alla Nuvola di Roma. Avs ha coinvolto cittadini e non iscritti tramite la piattaforma online “Decidiamo”, raccogliendo proposte poi votate e presentate a Roma. Questi tre percorsi distinti, caratterizzati da consultazioni digitali, confronti pubblici e incontri politici, mirano a definire le rispettive priorità in vista di un’eventuale proposta unitaria di centrosinistra.
Sanità: il servizio pubblico come priorità comune
La difesa della sanità pubblica emerge come uno dei punti di maggiore convergenza tra il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle e l’Alleanza Verdi e Sinistra. Gli schieramenti condividono il punto di partenza: nell’attuale scenario, liste d’attesa eccessivamente lunghe, carenza di personale e difficoltà nell’accesso alle cure rischiano di trasformare il diritto alla salute in una possibilità legata al reddito. Il Pd ha proposto di elevare la spesa sanitaria al 7-7,5% del Pil, in linea con la media europea, reperendo almeno 20 miliardi di euro per invertire il processo di disfinanziamento del Servizio sanitario nazionale. Tali risorse sarebbero destinate ad assumere nuovo personale, rendere le professioni sanitarie più attrattive e rafforzare le strutture pubbliche, evitando che i nuovi finanziamenti alimentino il settore privato. Il M5S, a suo modo, propone un fondo specifico per ridurre le liste d’attesa, un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata e una struttura nazionale di coordinamento con poteri d’intervento su personale, diagnostica e utilizzo di sale operatorie. Avs, da parte sua, chiede maggiori risorse per il servizio pubblico e denuncia le disuguaglianze territoriali, la precarietà del personale e l’impiego di medici a gettone. Sebbene l’obiettivo rimanga comune, gli strumenti proposti variano: il Pd punta a un aumento della spesa e assunzioni, il M5S suggerisce un meccanismo di coordinamento, mentre Avs insiste su un rafforzamento strutturale del settore pubblico.
Salari e lavoro: salario minimo, ma non solo
La questione salariale rappresenta un altro asse cruciale dell’alternativa alla destra. Il Pd di Elly Schlein ha rilanciato l’idea di un salario minimo legale, collegandola alla perdita di potere d’acquisto delle famiglie e alla necessità di rafforzare il lavoro stabile. La segretaria dem ha dichiarato che questa misura dovrebbe essere affrontata immediatamente nella costruzione di un programma progressista. Anche il M5S propone un salario minimo legale, integrato da temi come la riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione, il congedo paritario e l’estensione delle tutele in caso di malattia e maternità a categorie come artigiani e lavoratori autonomi. Avs sostiene il salario minimo, ma lo accompagna a una proposta più redistributiva: riduzione dell’orario di lavoro senza tagli agli stipendi, contrasto alla precarietà e introduzione di un reddito universale. La soglia minima proposta è di 10 euro all’ora, con interventi sulla rappresentanza sindacale e sulla contrattazione collettiva. La convergenza su questo tema evidenzia la lotta contro il lavoro povero e l’importanza di garantire retribuzioni dignitose, anche se le differenze si presentano nell’ampiezza del pacchetto: mentre Pd e M5S si concentrano sul salario minimo, Avs enfatizza la redistribuzione e la riduzione del tempo di lavoro.
Politiche sociali: famiglie, disabilità e sostegno al reddito
Nel campo del welfare, i tre partiti concordano sulla necessità di rafforzare le tutele e alleggerire il peso delle responsabilità familiari, che gravano in modo sproporzionato sulle donne. Temi come congedi, sostegno alle famiglie e protezione delle persone fragili sono presenti nelle rispettive proposte, sebbene con sfumature diverse. Il M5S include nelle sue proposte il congedo paritario, tutele per chi si prende cura di familiari e l’indipendenza delle persone con disabilità, insieme a interventi su pensioni, tutele di maternità e malattia, e riduzione delle tasse sul lavoro. Avs mette al centro la proposta di un reddito universale e riconosce il lavoro di cura, proponendo indennità per caregiver, servizi di supporto alle neomamme e misure per rendere gli asili nido accessibili a chiunque, indipendentemente dal reddito. Il Pd colloca il welfare in un contesto più ampio che comprende sanità, istruzione e lotta alla povertà. Sebbene ci sia un terreno comune significativo, le differenze rimangono su strumenti, coperture e modalità d’intervento, soprattutto riguardo al sostegno al reddito.
Casa: piano nazionale, edilizia pubblica e affitti
L’emergenza abitativa è un capitolo in cui le proposte dei tre partiti sovrappongono in modo evidente. Tutti riconoscono che l’aumento degli affitti e dei prezzi degli immobili complicano la vita di giovani, famiglie e lavoratori nel trovare abitazioni accessibili. Il Pd chiede un vero Piano casa nazionale, segnalando la necessità di risorse e investimenti per potenziare il fondo per il sostegno agli affitti, recuperare oltre centomila alloggi pubblici inutilizzati e aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi calmierati. La crisi abitativa è al centro della mobilitazione dei Giovani democratici, guidata dalla segretaria nazionale Virginia Libero, che ha tenuto un presidio in piazza Bologna, Roma, per denunciare la difficile situazione degli affitti. Elly Schlein ha sostenuto la protesta, ascoltando le lamentele di chi ha difficoltà a fronteggiare i costi degli alloggi. La proposta del Pd mira anche a contrastare lo spopolamento delle aree interne e a ridurre le disuguaglianze territoriali. Il M5S propone un piano casa pubblico per affrontare il caro affitti e gli immobili vuoti, mirando a un ampliamento dell’intervento pubblico e all’utilizzo del patrimonio inutilizzato. Avs, invece, punta sul rilancio dell’edilizia residenziale pubblica, sul recupero e riqualificazione delle case popolari, sul rifinanziamento dei fondi per gli inquilini in difficoltà e sulla regolamentazione degli affitti brevi nelle città più colpite dalla pressione turistica, proponendo maggiori risorse per il recupero degli alloggi esistenti.