Elly Schlein si candida a premier per il centrosinistra
Roma, 19 ottobre 2026 – “El-ly, El-ly, El-ly…”. La segretaria del Pd Elly Schlein ha suscitato entusiasmo durante la sua candidatura alla guida del Paese nel centrosinistra, definito “Alleanza progressista”, come ribadito dal palco dell’assemblea dem. In evidenza, la parola “Unità” è esposta anche all’ingresso del centro congressi della Nuvola all’Eur, riporta Attuale.
IL PROGRAMMA
La segretaria ha presentato un programma dettagliato all’inizio dell’assemblea nazionale, convocata per modificare la scadenza congressuale in vista delle elezioni del 2027. Tra i punti principali figurano: il costo della vita e dei carburanti, la decarbonizzazione e le energie rinnovabili, l’economia circolare, una nuova politica industriale e l’innovazione delle PMI. Ha anche sottolineato il sostegno ai salari, a partire dal minimo, e l’importanza di unire giustizia sociale e diritti civili, inclusi il congedo paritario e misure contro le discriminazioni. Schlein si è impegnata per un’Europa federale, capace di andare oltre il voto all’unanimità, e per la difesa comune, in particolare riguardo alla situazione in Ucraina, contrastando le visioni nazional-sovraniste propagandate dalle destre.
LA RIFONDAZIONE
Questi i temi offerti dal Pd ai suoi alleati, rappresentando un partito rifondato da Schlein, che ha saputo rinnovare il Pd con una maggiore incisività rispetto a molti predecessori. Applausi scroscianti hanno accolto i temi dei diritti civili e di sostegno alla comunità LGBTQ+, suggerendo che tali argomenti generano un consenso maggiore rispetto ai pur fondamentali punti programmatici. La capacità del nuovo Partito democratico di coniugare i principi socialdemocratici con la realtà attuale si verificherà attraverso i risultati elettorali e, successivamente, nella possibilità di un governo riformatore.
“IO CI SONO”
In questo contesto, Schlein si dirige verso la presidenza del Consiglio per l’Alleanza progressista, dichiarando con fermezza “Io ci sono” tra gli applausi degli delegati e ospiti in sala. “Sono pronta, determinata, onorata, orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità come candidata alla presidenza del consiglio, con o senza le primarie”, ha affermato. Nei suoi 42 mesi alla leadership del Nazareno, Schlein ha rivendicato di aver risollevato le sorti elettorali e organizzative del Pd, evidenziando un pareggio di bilancio e una coalizione di centrosinistra fortemente rinnovata dopo la sconfitta elettorale del 2022, causata dalle divisioni interne e dalla gestione della guerra in Ucraina. Niente alleanze ampie né tentazioni di candidature unitarie, ha ribadito, rivendicando un’identità chiara e forte, lontana dalle convenzioni del passato.
PLURALISMO SALVO
Il voto sulla modifica statutaria per rinviare il congresso a dopo le elezioni politiche ha visto un’opposizione minima, con un solo voto contrario e un’astensione. Così, il pluralismo del Partito democratico è stato confermato. I 26 riformisti presenti in sala si sono astenuti sull’ordine del giorno per sostenere Schlein, avvenuto in una sala inevitabilmente influenzata dalla penombra, mentre i riflettori erano acceso sul palco. All’esterno e all’interno della Nuvola di Fuksas, l’atmosfera non è quella delle grandi occasioni, con un’affluenza ben al di sotto delle aspettative. L’assenza di agenti dell’ordine all’ingresso e l’imponenza della struttura hanno reso l’evento un po’ desolante, riflettendo la complessità della corsa del centrosinistra verso le prossime elezioni.