Roma ospiterà il Consiglio europeo a marzo per il settantesimo anniversario dei Trattati di Roma

19.10.2026 18:55
Roma ospiterà il Consiglio europeo a marzo per il settantesimo anniversario dei Trattati di Roma

Roma, 19 ottobre 2026 – Il 25 marzo 1957, il Campidoglio ha visto la nascita della Cee (Comunità Economica Europea) e dell’Euroatom (Comunità Europea dell’Energia Atomica). Quest’anno si celebra il 70mo anniversario di tali firme, che hanno dato vita a un mercato comune e a un’unione doganale, promuovendo la cooperazione pacifica nello sviluppo dell’energia nucleare. Il Consiglio europeo di marzo si svolgerà a Roma, rappresentando un’eccezione alla consueta sede delle riunioni semestrali a Bruxelles, riportando Attuale.

Alleanza De Wever-Meloni: “La mia grande amica”

Il primo ministro belga Bart De Wever ha confermato la sede per il Consiglio europeo di marzo dopo colloqui con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. I due condividono priorità come il controllo dell’immigrazione, la difesa delle frontiere esterne, la competitività industriale e l’attenzione al nucleare. Si sono incontrati a Palazzo Chigi il 7 settembre, concordando sulla necessità di migliorare l’efficacia dei rimpatri: “Solo una politica di rimpatri credibile può trasformare la politica migratoria europea”, ha dichiarato De Wever. Meloni ha poi chiesto “più coraggio e completezza” sulla questione energetica. La loro sintonia emerge chiaramente dalla definizione che De Wever assegna a Meloni, sottolineandola come “la mia grande amica”. Questo anniversario rappresenta uno snodo cruciale per l’integrazione europea, con l’allargamento dell’Ue tornato a essere una priorità, specialmente dopo la guerra in Ucraina. I candidati includono Ucraina, Moldova e i Paesi dei Balcani occidentali, mentre Bruxelles discute le necessità di adattamento delle istituzioni a una Unione potenzialmente più estesa.

Dal 2017 al 2027: questa volta sarebbe un vertice ufficiale

Nel 2017, Roma aveva già ospitato i leader europei per il sessantesimo anniversario dei Trattati, ma quell’evento aveva un carattere principalmente celebrativo. I capi di Stato e di governo firmarono la Dichiarazione di Roma per riaffermare il loro impegno nei confronti del progetto europeo in un contesto di incertezze post-Brexit. In contrasto, il Consiglio europeo formale di marzo si svolgerà sempre a Bruxelles. Per il 2027, l’ipotesi di trasferire ufficialmente l’incontro a Roma assumerebbe un significato diverso, con trattative e decisioni di rilievo che definirebbero la direzione futura dell’Unione.

Perché il trasferimento è un’eccezione

Tradizionalmente, il Consiglio europeo si tiene a Bruxelles, come stabilito dal Trattato di Nizza del 2001. Tale regola serve a garantire la continuità dei lavori e il mantenimento del vertice nel principale centro istituzionale dell’Unione. Tuttavia, il regolamento non esclude che, in circostanze straordinarie, il presidente del Consiglio europeo possa decidere una sede alternativa, a condizione di ricevere consenso unanime. Questa possibilità costituirebbe la base giuridica per il trasferimento a Roma.

La contropartita belga: il vertice di febbraio ad Alden Biesen

La decisione di tenere il Consiglio europeo di marzo a Roma non implica che il Belgio rinunci a ospitare i leader europei. Il 4 febbraio si svolgerà un vertice informale nel castello di Alden Biesen, dedicato a difesa e competitività, offrendo un momento di confronto politico. Questa distinzione è fondamentale: i vertici informali permettono discussioni senza l’obbligo di approvare conclusioni ufficiali, mentre i vertici formali seguono un processo diplomatico rigoroso, culminando in atti che definiscono la politica comune.

Il calendario: dal 18 marzo alla settimana prima di Pasqua

Il trasferimento comporterebbe modifiche al calendario, con il Consiglio europeo originariamente previsto per il 18 marzo 2027 che potrebbe slittare alla settimana prima di Pasqua. La preparazione richiede tempo, con i lavori diplomatici che iniziano molte settimane prima. Questo cambiamento non implica solo un cambio di sede, ma anche un’accurata organizzazione di spazi, sicurezza e protocolli per accogliere le delegazioni e le istituzioni comunitarie.

La posta in gioco per Meloni: una vetrina internazionale

Per la premier italiana, il Consiglio europeo a Roma, in occasione del 70mo anniversario dei Trattati, rappresenta una grande occasione. La capitale tornerebbe protagonista nella scena istituzionale europea, trattando questioni cruciali per l’Unione. Questo evento potrebbe anche influenzare l’immagine dell’Italia e riavvicinare Roma ai partner europei, in un contesto politico fortemente caratterizzato da imminenti elezioni.

Il plauso bipartisan, da Forza Italia al Pd

La scelta di Roma riceve sostegno bipartisan, da Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, a Nicola Zingaretti, capo della delegazione Pd al Parlamento europeo. Craxi definisce la decisione “un’ottima notizia per l’Italia e per l’Unione”, auspicando un’innovazione profonda nel progetto comunitario. Zingaretti celebra il ritorno del vertice “a Roma dove tutto iniziò”, enfatizzando la necessità di costruire un’Europa “più forte, unita, garante della pace e del benessere”.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, Roma torna a essere il centro del dibattito europeo dopo tanto tempo! Speriamo che questo vertice porti a decisioni serie e positive. È fondamentale che l’Italia si riprenda il suo ruolo e ricostruisca i legami con gli altri paesi dell’Unione. E magari anche qualche risata tra i leader, chissà!

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