Attacco aereo in Venezuela contro l’ELN con supporto degli Stati Uniti
Venerdì scorso, le forze armate venezuelane hanno lanciato un attacco aereo contro il gruppo armato colombiano Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), con il decisivo sostegno degli Stati Uniti, che hanno fornito informazioni d’intelligence e droni. L’attacco, avvenuto nella regione di Apure, al confine con la Colombia, ha provocato la morte di almeno 23 persone e è stato confermato solo in questi ultimi giorni, riporta Attuale.
Questo attacco segna un cambio di rotta significativo per il Venezuela, che in passato ha offerto rifugio all’ELN, considerato il più antico e importante gruppo armato di sinistra attivo in Colombia. I governi socialisti, prima sotto Hugo Chávez e poi sotto Nicolás Maduro, deposto a gennaio con un’operazione militare statunitense, avevano tollerato la presenza dell’ELN per motivi di opportunità, considerandolo una sorta di baluardo contro altri gruppi criminali.
Maduro è stato accusato di aver collaborato con l’ELN, il cui finanziamento proviene da pratiche discutibili tra cui rapimenti e traffico di droga. Attualmente in carcere a New York, Maduro è stato incriminato anche per narcotraffico, un’accusa estesa anche a Diosdado Cabello, ministro dell’Interno nel governo di Delcy Rodríguez, la vicepresidente di Maduro, considerata la sua erede politica.
Sotto la leadership di Maduro, ampie porzioni dell’esercito venezuelano erano state implicate nel traffico di stupefacenti, sebbene non si fosse mai arrivati a costituire un’organizzazione strutturata come il “cartello”, di cui gli Stati Uniti hanno parlato in giustificazione di interventi militari nel paese.
L’operazione di venerdì, contro un centro di produzione e smistamento di cocaina, è la più eclatante di una serie di attacchi, evidenziando l’evoluzione della posizione del Venezuela nei confronti dell’ELN. A giugno, un attacco aereo statunitense, in collaborazione con il Venezuela, aveva già eliminato Niño Guerrero, il capo del gruppo criminale venezuelano Tren de Aragua, uno dei più noti dell’America Latina.
In Colombia, sotto la presidenza di estrema destra di Abelardo de la Espriella, è stata dichiarata guerra ai gruppi armati, in netto contrasto con l’approccio di pacificazione del suo predecessore, Gustavo Petro. Dopo l’aumento degli attacchi, a gennaio 2025 Petro aveva sospeso le trattative con l’ELN, militarizzando il confine con il Venezuela e ripristinando la presenza militare nelle aree critiche.
Le frange dissidenti delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) si contendono anche il controllo della regione, non riconoscendo lo scioglimento del gruppo armato dopo gli accordi di pace del 2016. La strategia dell’amministrazione Trump, che ha reso la lotta contro i gruppi armati e criminali latinoamericani una priorità, mira a schiacciare progressivamente l’ELN tra le forze armate colombiane e un Venezuela ora più assertivo.