Incendio a Crans-Montana: l’ampia investigazione sulle responsabilità continua
Crans-Montana, 5 gennaio 2026 – La tragedia avvenuta durante il Capodanno al pub ‘Le Constellation’, in cui sono morte oltre 40 persone e 119 sono rimaste ferite, ha sollevato interrogativi inquietanti riguardo ai lavori di ampliamento della terrazza coperta, che erano stati programmati per aumentare la capienza e quindi il numero di clienti all’interno del locale, riporta Attuale.
Secondo informazioni raccolte dalla trasmissione Mise au Point della tv svizzera Rts, i piani di ampliamento avrebbero previsto anche la eliminazione di un’uscita laterale dalla veranda, col risultato di complicare ulteriormente le evacuazioni in caso di emergenza. Questo aspetto si aggiunge a una porta interna del bar non conforme alle norme di sicurezza, che si apriva verso l’interno, limitando l’accesso alle vie di fuga.
Non è ancora chiaro se la configurazione della porta del bar sia stata cambiata dopo i lavori recenti, ma l’inchiesta continua a esaminare questa possibilità. Prima della tragedia, la richiesta di autorizzazione per i lavori era stata presentata il 19 dicembre 2025, e le modifiche strutturali dovevano iniziare nel 2026, aumentando ulteriormente il rischio durante affollate notti di festa.
Le stesse planimetrie rivelano che, tra il 2015 e il 2025, sono state presentate almeno due inchieste pubbliche riguardanti il locale, ma nessuna delle procedure relative agli interni è risultata presente nei registri ufficiali. L’unica autorizzazione risale al 2015 per l’installazione di una struttura scorrevole in vetro e una tenda da sole .
Domande emergono anche sulla legittimità dei lavori eseguiti nel 2015, quando giunse un escavatore sul posto prima che venisse effettuata una consultazione pubblica. Le autorità stanno esaminando se le ristrutturazioni fossero state autorizzate; le immagini diffuse sui social media mostrano che i lavori erano già visibili prima dell’approvazione formale.
Un video del 2019 ha riacceso l’attenzione sul pericolo delle schiume infiammabili, notato già durante le celebrazioni di Capodanno. Un dipendente, avvertendo i clienti di prestare attenzione alla schiuma, conferma che la questione era nota, segnalando un chiaro rischio gestionale. Secondo la Radio Svizzera Tedesca, i gestori volevano ampliare il locale dal primo gennaio 2026, una scelta che, se attuata, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
Il sindaco di Crans-Montana, Féraud, ha dichiarato che le investigazioni verteranno sulla conformità dei lavori, dei materiali utilizzati, delle uscite di emergenza e sul rispetto delle norme antincendio. Féraud si è difeso rispetto a insinuazioni di negligenza nella gestione dell’attività, dichiarando presumibilmente che la sua amministrazione ha operato con rigore.
Il procuratore Beatrice Pilloud ha confermato che, al momento, non ci sono motivazioni sufficienti per procedere con arresti, ma l’indagine continuerà a esaminare la documentazione del Comune, le condizioni di sicurezza del locale e possibili responsabilità penali che potrebbero configurarsi.