Il padre di Giovanni Tamburi, morto a 16 anni nell’incendio di Crans-Montana, “sconvolto per la scarcerazione di Moretti”

27.01.2026 02:15
Il padre di Giovanni Tamburi, morto a 16 anni nell'incendio di Crans-Montana, “sconvolto per la scarcerazione di Moretti”

Strage di Crans-Montana: il dolore di una famiglia e l’indignazione per la scarcerazione del gestore

Bologna, 27 gennaio 2026 – Giuseppe Tamburi, nella strage di Crans-Montana ha perso suo figlio, Giovanni. Aveva 16 anni. Il vostro primo pensiero quando avete saputo che Jacques Moretti, gestore de Le Constellation, è stato scarcerato? “Siamo rimasti sconvolti. È qualcosa di insopportabile, oltre che un fatto gravissimo”, riporta Attuale.

“Un oltraggio alle famiglie delle vittime” e “una ferita per il popolo italiano”, hanno detto la premier Meloni e il ministro Tajani.

Tamburi ha espresso la sua angoscia, affermando: “Certo che ci sentiamo feriti. Ma, soprattutto, traditi dal governo svizzero. Come sia stato possibile, non riusciamo a comprenderlo. Questo significa che c’è qualcosa che non va.”

Il padre ha evidenziato come “il sistema svizzero evidentemente non funziona bene, anzi, non funziona affatto. Come si può arrivare a scarcerare il gestore del locale? È assurdo.”

La preoccupazione di Tamburi è palpabile: “La nostra paura è che non si faccia abbastanza, che non si vada a fondo, anche tenendo conto del fatto che là, a quanto pare, tutti si conoscono. Ci auguriamo che il giudice non sia parziale, ancora meglio sarebbe se sostituissero chi è chiamato a giudicare, altrimenti c’è il rischio che non si vada avanti. L’Italia, su questo, deve muoversi e deve farlo adesso.”

“Stiamo facendo pressione sul nostro governo affinché possa essere svolta un’indagine comune in Svizzera assieme al nostro Paese”, ha proseguito. “E chiediamo che il governo italiano si faccia sentire con quello svizzero affinché le autorità elvetiche facciano il possibile. Anche la nostra famiglia si sta attivando per partecipare, andremo a fondo. Ora però, per il momento, non ci resta che incrociare le dita sperando che sia fatto tutto ciò che serve ai fini della verità e della giustizia per Giovanni e tutti gli altri ragazzi. Questo chiediamo.”

Tamburi ha sottolineato che il gestore de Le Constellation è diventato un simbolo di una colpa collettiva: “Giusto l’arresto dei gestori, devono pagare. Ma sono più colpevoli le autorità che hanno svolto i controlli nel locale lasciando correre. Controlli che, se fossero stati eseguiti correttamente, avrebbero potuto salvare delle vite. Sono stati negligenti. E io spero che un giorno anche quelle persone paghino per i loro errori. Perché hanno fallito.”

Il padre ha anche commentato le misure adottate dal Viminale dopo la tragedia: “Credo sia la cosa giusta. Forse, così, si potrà evitare che accadano ancora tragedie come questa, forse, così, si potrà salvare la vita dei nostri ragazzi. Ora però, più di tutto, ci preme che sia fatta giustizia per Giovanni.”

Infine, Tamburi ha descritto il mese che ha seguito la tragedia, evidenziando la immense sofferenza e la mancanza di suo figlio: “L’autopsia è stato solo altro dolore, inutile. Giovanni non c’è più. Qualsiasi cosa succederà, qualunque cosa faremo, nulla potrà cambiare questo fatto. Nella nostra famiglia c’è un buco, una voragine. È un vuoto che non si può colmare. Siamo distrutti.”

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