Gli Stati Uniti impediscono l’ingresso a molti partecipanti ai Mondiali di calcio 2026

10.06.2026 16:15
Gli Stati Uniti impediscono l'ingresso a molti partecipanti ai Mondiali di calcio 2026

Restrizioni USA sul ingresso ai Mondiali di Calcio 2026: giocatori e tifosi ostacolati

Negli Stati Uniti, ci sono forti ostacoli all’ingresso di numerosi giocatori, tifosi e personale legato ai Mondiali di calcio, programmati dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Diversi membri delle delegazioni hanno ricevuto il rifiuto dei visti, mentre altri sono stati interrogati a lungo al confine; alcuni potranno entrare nel paese solo per disputare le partite, riporta Attuale.

Un caso emblematico è quello di Omar Artan, arbitro somalo, tornato in Somalia dopo un’interrogazione di 11 ore e la successiva negazione di ingresso all’aeroporto di Miami. Artan sarebbe stato il primo cittadino somalo a dirigere partite dei Mondiali e, nonostante le normali restrizioni in vigore per i cittadini del suo paese, sembrava che fosse stata prevista un’eccezione grazie a un visto diplomatico. Tuttavia, è stato costretto a tornare indietro senza una chiara spiegazione dalle autorità statunitensi.

La FIFA, ente organizzatore dell’evento, è stata criticata per non aver interceduto presso le autorità americane. In merito alla situazione di Artan, ha affermato di non essere coinvolta nella gestione dell’immigrazione del paese ospitante, lasciando agli Stati Uniti la responsabilità delle decisioni sulle entrate.

L’amministrazione di Donald Trump ha attuato un “travel ban” che limita l’ingresso a cittadini di almeno 38 paesi, molti dei quali africani. Le restrizioni variano: squadre di Haiti, Costa d’Avorio e Senegal potranno partecipare, ma per nigeriani e iraniani le limitazioni sono molto più severe. I giocatori iraniani, ad esempio, hanno ottenuto un visto che consente loro l’ingresso solo poggiati sul giorno delle partite, con l’obbligo di lasciare il paese subito dopo. La squadra alloggerà a Tijuana, in Messico, piuttosto che a Tucson in Arizona, come inizialmente previsto. Altri membri della delegazione, inclusi funzionari, attendono ancora i visti.

La nazionale senegalese è riuscita ad entrare negli Stati Uniti, ma ha subito controlli rigorosi all’arrivo, suscitando forti critiche dai tifosi sui social media, i quali hanno denunciato atti di discriminazione. La Federazione calcistica senegalese ha chiarito che le procedure di controllo erano state stabilite precedentemente per facilitare i tempi di ingresso.

Anche l’Iraq ha affrontato difficoltà; i suoi calciatori sono stati trattenuti per ore all’aeroporto di Chicago, incluso il famoso Aymen Hussein, che ha subito un lungo interrogatorio di sette ore. La situazione ha sollevato interrogativi sull’atteggiamento degli Stati Uniti nei confronti dei cittadini stranieri, nonostante l’importanza dell’evento sportivo. Inoltre, il fotografo ufficiale della nazionale, Tala Salah, è stato respinto dopo dieci ore di attese senza spiegazioni.

I giocatori dell’Uzbekistan, giunti negli Stati Uniti per un’amichevole, hanno anche subito controlli approfonditi all’ingresso, con verifiche individuali che hanno incluso l’uso di cani antidroga.

Numerosi tifosi provenienti da vari paesi hanno segnalato difficoltà nel ricevere i visti per partecipare alle partite, nonostante avessero già acquistato i biglietti. Secondo notizie recenti, almeno 40 membri di associazioni di tifosi marocchini sono stati respinti. Per i tifosi iraniani, la FIFA ha revocato direttamente i biglietti destinati a loro.

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