Il caso di Lyhanna in Francia solleva interrogativi sul sistema giudiziario e sulla protezione dei minori

09.06.2026 18:15
Il caso di Lyhanna in Francia solleva interrogativi sul sistema giudiziario e sulla protezione dei minori

Omicidio di Lyhanna: le ripercussioni sul sistema giudiziario francese

Il caso dell’omicidio di Lyhanna, una bambina di 11 anni il cui corpo è stato scoperto il 4 giugno, ha scatenato una serie di proteste in oltre 200 città francesi, coinvolgendo decine di migliaia di persone. La vicenda ha acceso un acceso dibattito pubblico riguardante l’efficacia della magistratura nella gestione dei casi di violenza di genere e sui minori, ponendo sotto pressione il governo, in particolare il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, riporta Attuale.

Lyhanna era scomparsa il 29 maggio a Fleurance, una cittadina con 6.000 abitanti a nord di Tolosa, e il suo corpo è stato rinvenuto cinque giorni dopo in un silo abbandonato. La prima autopsia non ha fornito risultati definitivi e la causa della morte rimane ignota. Il giorno prima del ritrovamento, un uomo di 41 anni, Jérôme Barella, è stato fermato dopo essere stato registrato da una telecamera con Lyhanna il giorno della sua scomparsa. Barella è il principale sospettato dell’omicidio, dichiarandosi innocente.

Barella è già stato accusato di violenza sessuale su minori in almeno quattro precedenti occasioni tra il 2017 e il 2025, ma queste denunce non hanno portato a conseguenze legali. Questo ha alimentato le critiche alla magistratura e al sistema giudiziario, considerato inefficiente e poco reattivo nei confronti di tali realità. Episodi simili sono segnalati anche in Italia, dove ci sono preoccupazioni riguardo alla lentezza delle indagini sugli abusi e all’inefficacia di misure protettive come i braccialetti elettronici.

Due delle accuse contro Barella sono state archiviate per mancanza di prove, mentre una terza denuncia, presentata dalla madre di una ragazza di 17 anni, non ha portato a conseguenze significative. Il quarto caso, che coinvolge una bambina di 11 anni, è attualmente oggetto di intensi dibattiti. La madre di questa bambina ha accusato Barella di ripetuti abusi tra settembre 2024 e maggio 2025. Nonostante gli accertamenti medici avessero confermato lesioni, la procura di Tolosa ha impiegato settimane per registrare la denuncia e ha classificato il caso come non urgente.

La madre della vittima, che intende fare causa allo Stato francese per inattività, ha dichiarato di aver contattato le autorità ogni settimana per ricevere aggiornamenti, fino a quando non le è stata comunicata la minaccia di denuncia per molestie se avesse continuato a chiamare.

Il governo, per la sua parte, sta cercando di distaccarsi dalle responsabilità, con il presidente Emmanuel Macron che ha riconosciuto che ci sono stati gravi fallimenti e il ministro Darmanin che si è scusato con le famiglie coinvolte, definendo la situazione «un terribile fallimento dello Stato e del sistema giudiziario».

Darmanin ha accusato i magistrati di aver ignorato le sue direttive ministeriali di dare massima priorità alle denunce presentate da minori, promettendo punizioni per i colpevoli e disponendo un riesame di 70.000 casi di presunti abusi su minori entro il 14 luglio, una scadenza giudicata irrealistica da parte del sindacato dei magistrati. Nel frattempo, il primo ministro Sébastien Lecornu ha proposto di elevare la pena massima per i reati di stupro reiterato dall’attuale pena di vent’anni all’ergastolo e di introdurre un obbligo di indagini preliminari entro tre mesi dalla denuncia per casi di abusi su minori.

Nonostante le critiche al governo, molti magistrati hanno difeso la loro posizione, sostenendo che i problemi strutturali del sistema giudiziario derivano da decenni di investimenti insufficienti. La situazione è stata ulteriormente aggravata dai casi di maltrattamento e abusi sessuali nelle scuole, frequentemente ignorati, che hanno accentuato le carenze del sistema.

In una lettera aperta al ministro Darmanin, il sindacato della magistratura ha messo in luce la grave carenza di personale che affligge la Francia, con solo tre procuratori ogni 100.000 abitanti, rispetto alla media europea di 12,2. Le denunce per violenza di genere sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, portando a una speranza di giustizia che il sistema attuale è incapace di soddisfare, come evidenziato dall’incremento di denunce di stupro, passate da 17.000 nel 2017 a 46.000 nel 2024.

In risposta alle accuse di Darmanin, il sindacato ha affermato che le direttive governative cambiano in base all’andamento dei casi di cronaca, generando confusione e dei compiti impraticabili da eseguire con risorse così limitate. La procuratrice di Auch, Clémence Meyer, ha confermato che il suo ufficio è stato sopraffatto da oltre 10.000 casi nel 2024 e 2025, sottolineando la persistente mancanza di personale nella magistratura.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere