Roma, 9 giugno 2026 – Gli antibiotici avrebbero potuto salvare Andrea Purgatori. Lo sostiene il Gup di Roma nel decreto con cui ha deciso il rinvio a giudizio dei quattro medici indagati per la morte del giornalista, avvenuta il 19 luglio 2023. Tutti gli imputati – i medici radiologi Gianfranco Gualdi, Claudio Di Biasi e Maria Chiara Colaiacomo e il cardiologo Guido Laudani – dovranno rispondere di omicidio colposo nel processo che partirà il 12 gennaio 2027, riporta Attuale.
La giudice va nel dettaglio: “La tempestiva terapia antibiotica (omessa e ritardata anche per l’errore di tutti i neuroradiologici) avrebbe prolungato in modo significativo la vita di Andrea Purgatori con un’incidenza frequentista alta, pari all’80% (probabilità statistica)”, scrive Paola Petti.
Quando è deceduto il 70enne giornalista di La7, era affetto da un tumore ai polmoni. All’epoca gli furono diagnosticate metastasi cerebrali inesistenti secondo la ricostruzione della procura, mentre – sempre in base all’ipotesi accusatoria, fatta propria dalla gup – si trascurarono i sintomi di un’endocardite infettiva, ovvero un’infiammazione cardiaca di origine batterica, che avrebbe potuto essere trattata con successo.
L’endocardite non diagnosticata
L’endocardite batterica è l’unica spiegazione alla morte di Purgatori, scrive il gup (“non hanno interagito altri fattori idonei a spiegare in modo alternativo la morte della vittima nei tempi e con le modalità in cui si è verificata”). D’altra parte, “non è corretto sostenere” che la diagnosi dell’infezione “fosse impossibile da formulare” per il cardiologo Guido Laudani. Piuttosto “è mancato il sospetto diagnostico”, che avrebbe portato a ulteriori accertamenti, come con l’emocoltura o l’ecografia transesofagea e ciò “anche dopo le risonanze magnetiche dei giorni 12 e 16 giugno 2023 effettuate presso la casa di cura Villa Margherita (che avevano costantemente rilevato lesioni ischemiche ed escluso la presenza di secondarismi cerebrali), esami che lo stesso Laudani non poteva non conoscere essendo stati fatti durante il ricovero di Andrea Purgatori”, nella stessa struttura “dove l’imputato era presente come medico curante della vittima e, quindi, in veste di coordinatore.”
Petti si sbilancia, concludendo che “il compendio probatorio acquisito – che potrà essere utilmente approfondito nella fase dibattimentale – consente di formulare una ragionevole previsione di condanna per tutti gli imputati.”
Incredibile come i medici possano sbagliare in modo così grave. Andrea Purgatori meritava un’assistenza migliore!!! La vita umana è sacra e certi errori non possono passare inosservati. Speriamo che ci sia giustizia per lui e la sua famiglia.