Omicidio a Reggio Emilia: pizzaiolo ucciso da un cliente dopo il rifiuto di una pizza gratis

01.07.2026 06:05
Omicidio a Reggio Emilia: pizzaiolo ucciso da un cliente dopo il rifiuto di una pizza gratis

Omicidio di un Pizzaiolo a Reggio Emilia: Arrestato il Killer dopo un Fuga di Quattro Ore

Un pizzaiolo di 67 anni, Raffaele Stipa, è stato assassinato lunedì sera nella sua pizzeria a Reggio Emilia da un cliente abituale, dopo il rifiuto di preparargli un’ennesima pizza gratuita. L’omicidio, avvenuto nella pizzeria Yoghi, ha visto la sorella dell’ucciso, Antonella, rimanere ferita durante un tentativo di difesa. La vittima, proprietario del locale da quasi trenta anni dopo essersi trasferito dalla Sicilia, è stata colpita alle spalle, mentre la sorella è stata lievemente ferita. Un evento tragico che ha scosso profondamente la comunità, riporta Attuale.

Il presunto omicida, Andrea Pellati, di 42 anni e già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati allo spaccio di droga, è stato bloccato dopo circa quattro ore di ricerca, identificato grazie alle immagini delle telecamere presenti nel locale. L’uomo si era rifugiato dai genitori, dove è stato poi arrestato. Durante la perquisizione presso la sua abitazione è stata sequestrata l’arma del delitto. La Procura ha dichiarato che Pellati “è entrato nel locale soltanto per ucciderlo”.

Questo tragico evento ha rapidamente assunto anche contorni politici, attirando critiche da parte della Lega, che ha inizialmente sottolineato la nazionalità straniera del killer, per poi dover rettificare quando si è appreso che Pellati è italiano. La situazione ha suscitato reazioni nel Partito Democratico dell’Emilia-Romagna, che ha denunciato quello che considerano un “sciacallaggio”, affermando che si stia utilizzando la tragedia per alimentare paura e propaganda. Anche il gruppo Avs ha evidenziato che l’episodio va oltre il singolo caso, denunciando il razzismo esploso in seguito al delitto.

Pellati, che sarebbe stato monitorato per problemi psichiatrici piuttosto che per tossicodipendenza, veniva descritto da chi lo conosceva come “matto”, con convinzioni stravaganti, incluse teorie complottiste. I suoi comportamenti erano diventati sempre più inusuali, tanto che in passato egli stesso aveva dichiarato di essere “in cura per schizofrenia”.

Il movente dell’omicidio si presenta come assurdo: un amico di Pellati aveva chiesto tre pizze gratis, una richiesta che si era ripetuta frequentemente negli ultimi tempi. Quando la sorella del pizzaiolo ha negato la possibilità di un’ulteriore consumazione gratuita, il killer ha agito in preda alla rabbia. Secondo le dichiarazioni del procuratore capo, Calogero Gaetano Paci, “dalle telecamere si vede chiaramente che è entrato per ucciderlo, dirigendosi esclusivamente verso di lui per aggredirlo”, confermando che per la magistratura si tratta di un atto premeditato, aggravato da futili motivi.

Le indagini continuano mentre la comunità di Reggio Emilia si stringe attorno alla famiglia della vittima, sconcertata da un atto di violenza che sembra non avere giustificazione alcuna.

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