Attacchi Iraniani: Dubai Colpita da Droni e Missili
Dubai ha subito la terza ondata di attacchi da parte di droni iraniani in diciassette giorni, evidenziando una escalation della violenza nella regione. Gli attacchi, avvenuti domenica, hanno portato alla chiusura del principale aeroporto di Dubai, con più di mille voli giornalieri in precedenza. Le autorità iraniane hanno avvertito la popolazione locale di allontanarsi, accusando gli Stati Uniti di utilizzare infrastrutture negli Emirati per i loro obiettivi militari, riporta Attuale.
Il fumo nero dell’incendio, visibile da gran parte della città, ha costretto a deviazioni nei voli, rendendo la situazione precaria per i passeggeri in arrivo. Gli attacchi resulted in the shutdown of operations at Dubai International Airport, che negano le possibilità di trasporto aereo nell’area. Gli iraniani hanno lanciato circa duemila tra missili e droni verso i Paesi del Golfo, con oltre cento azioni giornaliere solo contro gli Emirati. Nonostante affermino di colpire solo obiettivi militari, molti attacchi hanno danneggiato infra-strutture civili, inclusi hotel e strade.
Con il Brent che raggiunge i 105 dollari al barile e il settore turistico mediorientale gravemente colpito, le conseguenze economiche iniziano a manifestarsi. Le compagnie aeree, come Air India e LOT, hanno già annullato i voli verso Dubai, e la produzione di greggio è diminuita drasticamente, con un calo del 50% negli Emirati. La situazione è aggravata dal blocco dei porti e delle vie aeree, con la possibilità che alcune terapie mediche diventino a rischio a causa della difficoltà di trasporto di farmaci essenziali in un clima di conflitto.
In risposta all’aumento della tensione, le autorità locali hanno implementato misure severe contro la diffusione di panico, arrestando coloro che pubblicano video degli attacchi. La polizia ha preso di mira anche veicoli eccessivamente rumorosi per evitare che generino allarmismo. Queste misure riflettono l’intento del governo di mantenere una facciata di normalità anche in mezzo alla crescente crisi, sottolineando quanto la situazione rimanga tesa e instabile.