Boris Johnson: «L’Europa ha commesso un errore non aiutando Trump contro l’Iran»

11.04.2026 17:35
Boris Johnson: «L'Europa ha commesso un errore non aiutando Trump contro l'Iran»

Intervento di Boris Johnson sul conflitto in Iran e le relazioni europee

Boris Johnson, ex primo ministro britannico, è tornato in prima linea con una recente visita a Kiev, dove ha indossato un giubbotto antiproiettile, e ora si trova in Italia per partecipare al Link Media Festival di Trieste. Durante il suo intervento, ha espresso preoccupazioni sui recenti sviluppi in Iran, sottolineando che gli europei avrebbero dovuto impedire la guerra e che non considerare la possibilità di chiusura dello Stretto di Hormuz è stato un grave errore di calcolo, riporta Attuale.

Secondo Johnson, la situazione attuale assomiglia alla crisi di Suez del 1956, che segnò la fine dell’imperialismo britannico. «Non necessariamente, ma è stata certamente un errore; gli europei avrebbero dovuto cercare di impedirlo. Non aver pensato che gli iraniani avrebbero potuto chiudere lo Stretto di Hormuz è stato un serio errore di calcolo», ha dichiarato.

Johnson ha poi aggiunto che la guerra contro l’Iran sta diventando la Terza Guerra del Golfo, diversamente dalle prime due, nelle quali gli europei erano stati coinvolti attivamente nella pianificazione militare. «Questa volta, nulla di ciò è accaduto. Trump ha ammassato una grande armata nel Golfo mentre gli europei si occupavano di questioni minori. È stato un disastro drammatico», ha affermato, attribuendo la responsabilità all’America e sottolineando che la NATO ha rifiutato di intervenire quando era necessario.

Il discorso di Johnson ha toccato anche la crisi dell’alleanza transatlantica, accentuata dalle scelte dell’ex presidente americano Donald Trump. «Tutti gli europei hanno un enorme interesse al prezzo del petrolio e sullo Stretto di Hormuz avremmo avuto l’opportunità di fare un accordo con Trump, ma non lo abbiamo fatto. È stato un errore non farlo», ha riscontrato.

In merito alla fiducia europea negli Stati Uniti, Johnson ha affermato che se gli europei desiderano un pilastro di difesa europeo, dovrebbero essere pronti a contribuire finanziariamente, attualmente gravemente sbilanciato a favore della spesa americana. «L’Europa è patetica, può e deve aiutare l’Ucraina, ma sembra spaventata nel farlo», ha evidenziato.

Infine, Johnson ha criticato l’attuale leadership del Partito Laburista britannico, affermando che i tentativi di riavvicinamento all’Unione Europea sono tattiche disperate. «Starmer non avrà mai successo a riportare il Regno Unito nell’UE; è un’opzione irrealizzabile», ha concluso, rimanendo concentrato sull’auspicio di una vittoria per l’Ucraina e il ripristino della salute dell’alleanza transatlantica.

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