A Morón, aumento della frustrazione con proteste contro il Partito Comunista cubano

16.03.2026 15:15
A Morón, aumento della frustrazione con proteste contro il Partito Comunista cubano

Proteste crescenti a Cuba: assalto a sede del Partito Comunista

Lo scorso fine settimana, a Morón, Cuba, un gruppo di manifestanti ha assaltato una sede locale del Partito Comunista, provocando almeno cinque arresti. La protesta è avvenuta in un contesto di crescente esasperazione sociale, in risposta a un blackout di oltre 30 ore, che si aggiunge a una grave crisi elettrica sull’isola. La situazione rappresenta un chiaro segnale del malcontento della popolazione, colpita da molteplici problemi quotidiani, tra cui l’assenza di acqua e carburante e l’alto costo della vita, riporta Attuale.

Il blackout di Morón è solo l’ultimo di una serie di problemi di approvvigionamento energetico che hanno afflitto Cuba nelle ultime settimane. Tuttavia, le difficoltà non si limitano solo all’elettricità. Le carenze di beni essenziali e le restrizioni economiche, amplificate dall’embargo statunitense, hanno portato la popolazione a una situazione insostenibile. A partire da gennaio, la crisi si è acutizzata ulteriormente, in seguito al blocco delle forniture di petrolio imposto dall’ex amministrazione Trump.

La gravità della crisi ha costretto il regime cubano a considerare concessioni politiche. Sabato, il presidente Miguel Díaz-Canel ha rivelato che il governo sta negoziando con gli Stati Uniti. Un giorno prima, era avvenuta la liberazione di 51 prigionieri politici. Secondo fonti internazionali, una possibile prossima concessione potrebbe riguardare il diritto degli emigrati cubani di possedere attività commerciali sull’isola, un cambiamento significativo che potrebbe stimolare l’iniziativa privata.

La frustrazione nei confronti della gestione governativa è palpabile. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Cubalex, le proteste hanno raggiunto quota 130 nella prima metà di marzo, in aumento rispetto ai 60 eventi di febbraio e ai 30 di gennaio. Queste manifestazioni, molte delle quali sono manifestazioni di ‘cacerolazos’, si svolgono in gran parte senza luce, poiché i cittadini protestano battendo pentole dalla sicurezza delle loro case. Tuttavia, la protesta di Morón ha visto un’azione più aperta, con una folla che ha lanciato pietre e incendiato arredi all’interno della sede del partito.

Durante l’assalto, le forze dell’ordine hanno bloccato internet nella città, una pratica comune per contenere le manifestazioni. Fonti locali riportano un ferito da arma da fuoco durante gli scontri, ma il governo ha smentito l’uso della forza. Il presidente ha riconosciuto la frustrazione popolare, ma ha avvertito che la violenza non sarà tollerata.

Il Partito Comunista e le forze armate cubane detengono il potere effettivo, con il regime socialista che prevede elezioni attraverso il partito unico. La nuova Costituzione del 2019 ha reintrodotto la figura del primo ministro, ma il suo ruolo rimane secondario rispetto al leader del partito. Le forze armate, che controllano anche una parte significativa dell’economia, gestiscono diversi settori vitali, dalle industrie del turismo alla finanza in valuta estera.

Negli anni successivi alla rivoluzione del 1959, la struttura di potere è rimasta solida nonostante le evidenti difficoltà economiche e politiche. Attualmente, non esiste una opposizione coordinata in Cuba, e le trattative con l’amministrazione Trump sono orientate verso una possibile apertura economica e un allentamento della repressione, mentre il richiamo verso la libertà economica rimane una delle richieste principali della cittadinanza.

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