Accordo Mercosur: la tensione cresce mentre la presidente von der Leyen firma in Sudamerica
Se il Parlamento Ue dovesse bocciare l’intesa, il Mercosur si fermerebbe. La frase che circola a Palazzo Berlaymont descrive la tensione che accompagna il viaggio di Ursula von der Leyen in Sudamerica, dove oggi metterà il sigillo sul travagliato accordo avallato a maggioranza dai 27, tra le barricate degli agricoltori. “È il risultato di una generazione”, ha rivendicato raggiante la leader europea a Rio de Janeiro, convinta che la firma attesa in Paraguay sarà solo “il primo passo” perché “il meglio deve ancora venire”, riporta Attuale.
Il nuovo partenariato, nella strategia a lungo termine di Bruxelles, è una carta chiave per diversificare gli scambi e provare a metterli al riparo dalla scure di Donald Trump, tornato a brandire la minaccia dei dazi. Nella cornice di Asunción, accanto a von der Leyen ci sarà il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Insieme, i due stringeranno le mani ai partner del Mercosur per suggellare un passaggio che, nelle parole del leader brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, “farà la storia creando una delle più grandi aree di libero scambio del mondo”.
Tuttavia, l’immagine della celebrazione è destinata a durare poco. Archiviata la firma, il ritorno della presidente in Europa sarà segnato da un brusco cambio di scena. Martedì, ad attenderla a Strasburgo non ci saranno tappeti rossi ma i trattori pronti a bloccare la città contro l’intesa. Un fronte che promette di saldarsi con il clima politico incandescente al Parlamento Ue: mercoledì 21 la plenaria voterà sulla richiesta di fare ricorso alla Corte di giustizia europea contro l’intesa, mentre giovedì 22 è atteso il voto sulla mozione di censura per l’intero collegio dei commissari Ue presentata da 104 eurodeputati, guidati dai Patrioti. Tra le delegazioni italiane, soltanto Lega e M5s sosterranno la sfiducia.
Ma io dico, è un bel casino questa situazione! Da una parte si parla di accordi storici e dall’altra ci sono i trattori pronti a bloccare tutto. Ma chi ci rimette alla fine? Gli agricoltori, come sempre, mentre i politici viaggiano e firmano contratti. Spero solo che non si infranga tutto in un clima di tensione come sembra…