Addio a Bonamico, leggenda di Virtus e Nazionale

05.08.2025 07:45
Addio a Bonamico, leggenda di Virtus e Nazionale

Addio a Marco Bonamico, un’icona della pallacanestro italiana

Un risveglio doloroso per Bologna, per il mondo della pallacanestro e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscere Marco Bonamico, tanto come atleta quanto come persona. Il post di Mario Martini su Facebook ha catturato l’essenza della perdita: “Ciao Marco, ci hai lasciato troppo presto, ma rimarrai sempre con noi”. Un tributo accompagnato da una fotografia di un giovane Bonamico, il ‘Marine’, sorridente. Quando Renato Villalta, commosso, ha confermato la triste notizia al telefono, la realtà di questa perdita è diventata innegabile: Marco Bonamico non è più con noi, riporta Attuale.

Marco nacque a Genova il 18 gennaio 1957, ma si trasferì a Bologna in giovane età, portando con sé il suo straordinario metro e novanta, un carattere spavaldo e la passione per il basket. Era un talento grezzo, il ‘Marine’, che grazie all’intenso lavoro di allenatori come Dan Peterson, Sandro Gamba e Alberto Bucci, si trasformò in un atleta di spicco. Con la Virtus, conquistò due scudetti, il primo nel 1976, dove impressionò per la sua abilità nel neutralizzare Bob Morse a Varese, e ancora nel 1984, diventando un protagonista con i suoi tiri dall’angolo. La sua carriera con la squadra bolognese si arricchì di successi, inclusa una vittoria in due Coppe Italia.

Marco faceva parte della Nazionale italiana, contribuendo a scrivere pagine memorabili con l’argento ai Giochi Olimpici di Mosca nel 1980 e l’oro agli Europei di Nantes nel 1983. Ricordiamo però anche il dispiacere della finale di Coppa dei Campioni nel 1981, persa contro il Maccabi Tel Aviv. Sebbene fosse calmo e gentile fuori dal campo, la sola menzione dell’arbitro Van der Willige era sufficiente a scatenare la sua frustrazione. “Se nominate Van der Willige allora possiamo chiudere qui la nostra chiacchierata”, ripeteva Bonamico, lamentandosi per un fallo ritenuto ingiusto durante la finale di Strasburgo.

Nonostante le delusioni, Marco custodiva la sua storia con un sorriso. Ripensava al momento in cui, nel 1976, stava per trasferirsi negli Stati Uniti per giocare nella nota Duke University, scherzando sulla differenza tra tempi e regole. La sua carriera lo vide non solo brillare sul parquet, ma anche guadagnarsi il soprannome di Marco ‘Goodfriend’ quando le prestazioni erano al top. Marco ha collezionato numerose partite da protagonista, dimostrando curiosità e generosità. Oltre a essere un giocatore, è stato presidente della Giba, della LegaDue, e ha lavorato come commentatore televisivo.

Oltre al basket, Marco ha abbracciato la sua passione per i viaggi, guidando turisti in avventure enogastronomiche e occupandosi di tour negli Stati Uniti. A Bologna, accompagnava i visitatori alla scoperta della gastronomia locale, mentre negli USA mostrava le meraviglie di città come New York e Los Angeles, conducendo i gruppi al Madison Square Garden per vivere l’emozione di una partita NBA.

Durante la stagione 1976/77, giocò per la Fortitudo, raggiungendo il terzo posto in campionato e la finale di Coppa Korac, mantenendo legami con molti amici. Recentemente, era tornato a far parte di un comitato che accoglieva Carlos Raffaelli al suo ritorno in Furla.

Marco Bonamico era sempre pronto a ridere e scherzare, non risparmiando battute su se stesso e sugli altri. Sebbene avesse condiviso con un ristretto gruppo di amici le sue difficoltà di salute, aveva chiesto rispetto per la propria privacy. La sua assenza lascerà un vuoto incolmabile nel mondo della pallacanestro, nello sport in generale e a Bologna. Un personaggio unico, il ‘Marine’, mancherà a molti.

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