Violenza contro il docente all’Università di Pisa: “Aggressione fascista” durante la lezione
Pisa, 17 settembre 2025 – “Sono stato vittima di squadrismo fascista da parte di un gruppo di studenti che hanno interrotto la mia lezione. Mi accusano di essere un sionista solo perché non sono pro-Pal”. A parlare è Rino Casella, docente di diritto pubblico comparato all’Università di Pisa, che ha denunciato di essere stato aggredito durante la sua prima lezione dell’anno accademico. Una versione che contrasta con quella fornita dagli attivisti, secondo i quali si sarebbe trattato di una protesta pacifica degenerata in momenti di tensione, riporta Attuale.
Il collettivo ‘Studenti per la Palestina’ ha rivendicato l’azione, dichiarando: “Mentre entravamo nelle aule per informare di quanto accaduto nelle ultime ore a Gaza City, ci siamo imbattuti in un professore sionista che ha tentato in ogni modo di non far entrare la voce solidale con la Palestina nella sua aula”. Questo gruppo era già finito sulle cronache nazionali per le manganellate subite durante la manifestazione del 24 febbraio 2024 a Pisa, per la più recente occupazione dei binari della stazione e per un blitz sulla Torre con l’esposizione della bandiera palestinese.
Durante la lezione di diritto pubblico comparato al Polo Piagge, Casella racconta di aver visto circa duecento studenti attoniti mentre un gruppo di una decina di persone ha interrotto violentemente la lezione: “Mi hanno gettato via il libro, spintonato e sono saliti sulla cattedra gridandomi ‘Sporco imperialista’ per un quaderno con la bandierina americana che uso per gli appunti”. Nonostante l’assenza di solidarietà da parte degli studenti, quando uno di loro ha tentato di rimuovere la bandiera palestinese, è stato aggredito fisicamente.
Casella ha riferito di aver sporto denuncia presso la Questura, segnalando sia l’interruzione della lezione che l’aggressione subita. Ha descritto la situazione come molto grave, affermando che “l’università è un luogo sacro, dove non può esserci violenza”. Ha inoltre evidenziato la sua preoccupazione per la sicurezza dei docenti, ritenendo insufficienti le misure adottate dall’Ateneo per tutelarli, e ha espresso il suo malessere personale.
I medici gli hanno diagnosticato un edema al volto e una sindrome da stress emotivo post-traumatico, prescrivendogli un periodo di sette giorni di riposo a causa dello choc subito. La situazione solleva interrogativi su come le istituzioni educative affrontino la crescente polarizzazione dei dibattiti politici e sociali al loro interno.