Allerta sicurezza nelle stazioni italiane: 381 aggressioni nel 2024 e oltre 1.000 arresti

07.01.2026 02:45
Allerta sicurezza nelle stazioni italiane: 381 aggressioni nel 2024 e oltre 1.000 arresti

Sicurezza ferroviaria in Italia: bilancio e preoccupazioni dopo l’omicidio di Bologna

Roma, 7 gennaio 2025 – Oltre 42mila pattuglie impiegate a bordo di 97.670 convogli nel 2025 per la sicurezza di treni e stazioni, più di 4,8 milioni passeggeri controllati, 14.076 soggetti denunciati e 1.146 arrestati, 8.526 servizi antiborseggio e il sequestro di 379 armi. Diffuso domenica scorsa, il bilancio dell’attività della Polizia ferroviaria si scontra con le ancora numerose criticità denunciate dai sindacati all’indomani dell’omicidio del capotreno 34enne Alessandro Ambrosio, in prossimità della stazione di Bologna, riporta Attuale.

Accanto all’attività della Polfer, sono scesi in campo anche 1300 operatori di Fs Security. La nuova società del Gruppo Fs nata nel 2023 – dotata di una sala operativa che ogni anno gestisce oltre 5mila eventi di security come furti e aggressioni al personale – si occupa di garantire la sicurezza dei treni, delle stazioni, dei dipendenti e dei viaggiatori in stretta collaborazione con le forze di Polizia. Un’attività coadiuvata dall’utilizzo di avanzati sistemi di videosorveglianza tra cui la recente sperimentazione di bodycam per il personale. In risposta ai fatti di Bologna, ieri il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha confermato la sua “determinazione per portare a 1.500 (200 persone in più ndr) il personale di Fs Security”. Ma per la Filt Cgil la soluzione non è questa. “FS Security è una società che può fornire un supporto, le procedure che il personale può mettere in atto sono limitate. È necessario un maggiore presidio delle stazioni e delle aree limitrofe da parte delle forze dell’ordine”, afferma Daniele De Maria, coordinatore del Dipartimento Attività Ferroviarie della Filt Cgil Emilia Romagna.

Tra i problemi principali sul fronte della sicurezza a livello nazionale – sottolinea De Maria – figurano “le aggressioni al personale frontline (427 nel 2023, 381 nel 2024, in calo stando ai dati preliminari nel 2025 ndr) durante la prestazione lavorativa. Ma – spiega – un altro filone riguarda la desertificazione delle stazioni e delle aree ferroviarie, che sono sempre più un luogo di nessuno. In Emilia Romagna, ad esempio, solo negli ultimi mesi abbiamo fatto molteplici segnalazioni rispetto soprattutto alla presenza di persone non autorizzate a sostare, vagare, nelle aree ferroviarie. Ci sono state anche delle segnalazioni proprio sul parcheggio dove è avvenuto l’omicidio, così come su Bologna-Ravone, sulla stazione di Ravenna e la stazione di Parma. In prefettura abbiamo richiesto anche che ci fosse un coinvolgimento dei comuni per una riqualificazione delle stazioni ferroviarie anche attraverso iniziative di tipo sociale.”

Oltre a un investimento maggiore nella capacità di intervento delle forze dell’ordine, tra le proposte fatte dalla Filt Cgil ci sono anche “l’utilizzo della strumentazione presente in stazione per chiedere soccorso; la riapertura e riqualificazione delle cosiddette sale d’aspetto; e un maggiore controllo sull’utenza delle stazioni”. Ad oggi il ‘progetto Gate’ che regola l’accesso ai binari tramite varchi e tornelli è attivo solo nelle Grandi Stazioni (Milano Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini, Napoli Centrale e Venezia Santa Lucia). “Abbiamo richiesto – afferma De Maria – l’introduzione di filtri fissi e mobili anche nelle stazioni di medie dimensioni. Ci è stato rappresentato che, in particolare su Bologna, ci sono delle difficoltà per come è strutturata la stazione. Noi però su questo tema continuiamo a insistere.”

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