La crisi di Suez aumenta i costi delle navi: Pitto (Fedespedi) avverte, “fino a due milioni di euro in più per il carburante”

24.01.2026 22:35
La crisi di Suez aumenta i costi delle navi: Pitto (Fedespedi) avverte, “fino a due milioni di euro in più per il carburante”

Attuali sfide nella navigazione commerciale globale, secondo Fedespedi

Milano, 24 gennaio 2026 – Alessandro Pitto, genovese, presidente di Fedespedi, la Federazione nazionale delle imprese di spedizioni internazionali, ha rivelato che nel 2024 solo il 53% delle navi è arrivato puntuale. I ritardi, derivanti da eventi come la crisi dello Stretto di Suez e gli attacchi degli Houthi alla navigazione commerciale, hanno costretto le compagnie a riorganizzare i servizi di linea per evitare rotte tradizionali, riporta Attuale.

Le cause dei ritardi sono molteplici. Gli attacchi degli Houthi hanno reso la navigazione nel Mar Rosso pericolosa, costringendo le compagnie a deviare intorno al Capo di Buona Speranza, una scelta che comporta mesi di riprogrammazione e costi significativamente più alti. “Le compagnie devono ripensare le loro strategie; il ritorno alla normalità dopo una crisi simile richiede tempo”, ha detto Pitto, evidenziando che anche i nuovi accordi tra le compagnie a inizio 2025 hanno complicato la situazione, richiedendo ulteriori adattamenti nei servizi durante il primo semestre.

Per quanto riguarda il 2026, Pitto ha affermato che alcune compagnie avevano iniziato a testare la rotta attraverso Suez, ma recenti notizie indicano che questo tentativo è stato sospeso, costringendo a una continuazione della navigazione attorno al Capo di Buona Speranza. “La strategia delle compagnie è diversificata; mentre alcuni servizi stanno tornando a Suez, altri devono ancora circumnavigare”, ha aggiunto Pitto.

Sulle preoccupazioni economiche, Pitto ha sottolineato che l’aumento dei costi per le compagnie, che possono toccare i due milioni di euro per il carburante, non si riflette necessariamente sui prezzi al dettaglio delle merci. “I costi del trasporto marittimo dipendono più dall’equilibrio tra domanda e offerta che dai costi operativi diretti”, ha spiegato. Attualmente, la disponibilità di spazio per il traffico marittimo supera la domanda, il che sta influenzando negativamente il mercato dei noli marittimi.

In termini di movimentazione merci, i porti italiani come Genova, La Spezia e Napoli hanno continuato a dominare, ma Gioia Tauro rimane l’unico porto italiano nella top ten europea, svolgendo un’importante funzione di trasbordo. Questo conferma la diversificazione dei ruoli dei porti italiani, con Gioia Tauro che funge da hub per le merci che viaggiano dal Mediterraneo verso il Nord Europa.

Affrontando il futuro, Pitto ha espresso la necessità di politiche industriali e ambientali più efficaci per incentivare il passaggio dal trasporto su strada a quello marittimo, suggerendo che la competitività del trasporto su strada, attualmente dominato da un mercato frammentato e flessibile, rappresenta una sfida per il settore del trasporto marittimo intercontinentale.

1 Comment

  1. Ma dai, 53% di arrivi puntuali è scandaloso! Con tutto quello che sta succedendo, i costi aumentano e le aziende devono anche reinventarsi. E cosa si fa? Devono obbligatoriamente tornare a navigare attorno al Capo di Buona Speranza? Io mi chiedo quanto questo influirà sui prezzi al dettaglio… Una vera sfida!

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