L’ue approva il kids act: limiti d’età per social e nuove responsabilità per le piattaforme

18.09.2026 05:35
L'ue approva il kids act: limiti d'età per social e nuove responsabilità per le piattaforme

Nuove Normative per la Sicurezza Online dei Minori: Il Ruolo Cruciale dell’Eu Kids Act

Il Kids Act europeo adottato dalla Commissione europea segna un cambiamento fondamentale nel quadro della sicurezza online. Da ora in poi, non basterà più rimuovere contenuti pericolosi dopo una segnalazione; saranno le grandi piattaforme a dover dimostrare che i loro servizi per minori sono progettati per proteggerli. Questo nuovo approccio prevede che la sicurezza non sia un rimedio postumo, ma un requisito intrinseco nei prodotti digitali, riporta Attuale.

La proposta legislativa giunge in un momento critico, mentre molti paesi stanno discutendo leggi mirate a limitare l’accesso ai social network per i minori. In Francia, il presidente Emmanuel Macron ha visto respingere un primo tentativo di legge che mirava a vietare l’accesso agli under 15, e ora sta preparando una nuova formulazione.

Il Kids Act stabilisce regole simili, vietando l’accesso ai social media per chi ha meno di 13 anni e fissando a 15 anni l’età minima per creare un profilo autonomo. I giovani tra i 13 e i 15 anni potranno avere ‘mini-account’ gestiti da un genitore, con contatti limitati e un tempo di utilizzo massimo di un’ora al giorno. Tuttavia, la vera novità riguarda gli obblighi per le aziende. Le piattaforme come social network, servizi di streaming video, videogiochi e chatbot basati su intelligenza artificiale dovranno eliminare funzioni che possono generare dipendenza o contenuti dannosi. Saranno proibiti i sistemi di raccomandazione che incoraggiano comportamenti nocivi e meccanismi come lo scorrimento infinito. I contatti indesiderati dovranno essere evitati, mentre i chatbot non potranno simulare relazioni capaci di creare dipendenza emotiva. La protezione dovrà essere automatica, con profili privati, geolocalizzazione e accesso a fotocamere e microfoni disabilitati di default, oltre a strumenti per bloccare utenti e gestire il tempo di utilizzo e le raccomandazioni. La verifica dell’età sarà obbligatoria.

Le piattaforme di grande dimensione saranno tenute a presentare alla Commissione un piano di conformità, sottoponendosi alla revisione di un ente indipendente. “Spetta alle piattaforme dimostrare di essere sicure fin dalla progettazione”, ha dichiarato Ursula von der Leyen. Il principio è chiaro: non saranno più famiglie e minori a dover provare i danni, ma le aziende a dover dimostrare di aver prevenuto i rischi.

Non si tratta però solo di proteggere i bambini. La Commissione europea sta preparando anche il Digital Fairness Act per utenti di tutte le età, il cui arrivo è atteso in autunno, con l’obiettivo di contrastare funzionalità che generano dipendenza.

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