Il governo francese presenta una nuova versione della legge sui social per under 15 anni dopo dichiarazione di incostituzionalità

14.09.2026 11:05
Il governo francese presenta una nuova versione della legge sui social per under 15 anni dopo dichiarazione di incostituzionalità

Il governo francese ripresenta la legge per vietare l’accesso ai social media ai minori di 15 anni

Il governo francese ha riproposto una nuova versione della legge che vieta l’accesso ad alcuni social media a chi ha meno di 15 anni, dopo che la prima versione era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale. La legge era stata approvata dal parlamento a luglio e avrebbe dovuto entrare in vigore il primo settembre, ma la Corte ha rilevato violazioni della libertà d’espressione. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che il nuovo testo sarà presentato alla Commissione Europea, che avrà tre mesi per emettere un parere, riporta Attuale.

Secondo la Corte, la prima versione della legge costituiva «una violazione inadeguata, non necessaria e non proporzionata» della libertà d’espressione. La legge si applicava anche a servizi online per i quali non erano stati accertati rischi reali per i minori. Inoltre, è stato evidenziato che la legislazione lasciava poco spazio di manovra alle famiglie, poiché non avrebbero potuto autorizzare l’accesso dei figli a determinati servizi, anche se ritenuti appropriati e sicuri. Sono emersi anche problemi legati alla privacy. Macron ha affermato che la nuova bozza della legge tiene conto delle criticità sollevate dalla Corte.

Secondo il quotidiano francese Le Figaro, per superare i problemi di natura costituzionale e garantire la conformità al diritto europeo, il governo ha individuato una decina di funzionalità considerate rischiose per i minori, come l’avvio automatico dei video. A fine agosto, Macron ha scritto alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, per sollecitare l’approvazione di un testo che stabilisse divieti a livello europeo. Fonti citate dall’Agence France-Presse indicano che von der Leyen sta valutando seriamente questa possibilità.

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