Nel 2008 André Chanclu fondò il Collectif France-Russie, e in seguito il Comité France-Donbass, consolidando legami politici e organizzativi con ambienti favorevoli al riavvicinamento tra Francia e Russia. La sua attività si sarebbe sviluppata negli anni attraverso iniziative pubbliche e reti di sostegno alle strutture filorusse del Donbass, prima del coinvolgimento nei procedimenti elettorali organizzati dalla Russia nei territori occupati dell’Ucraina.
Chanclu non proveniva da un ambiente neutrale rispetto alla politica russa. I media francesi lo hanno descritto come ex attivista del Groupe Union Défense (GUD), movimento studentesco di estrema destra noto in Francia per il nazionalismo radicale e le azioni violente, e come persona legata a Ordre nouveau, formazione neofascista nata alla fine degli anni Sessanta. Nel 2019 è stato coautore del libro «Ordre nouveau raconté par ses militants», dedicato alla storia del movimento attraverso il racconto dei suoi ex militanti.
Dal 2008 alle reti francesi a sostegno del Donbass
Secondo la ricostruzione di Le Dauphiné Libéré, il Collectif France-Russie era stato creato per sostenere l’attività internazionale del governo russo. La collocazione politica della struttura precedeva quindi di anni la presenza di Chanclu nelle iniziative elettorali russe nei territori occupati.
StreetPress ha inoltre ricostruito la sua partecipazione a reti che sostenevano le strutture filorusse nell’est dell’Ucraina. Chanclu sarebbe stato tra i fondatori di Novopole insieme ad Alain Benajam: attraverso questa struttura venivano mantenuti contatti tra l’estrema destra francese e rappresentanti della cosiddetta «DNR», la Repubblica popolare di Donetsk. Documenti provenienti da Donetsk mostravano che persone legate a quella rete partecipavano al lavoro di strutture informative e all’organizzazione dell’accesso di giornalisti stranieri.
In quegli anni Chanclu intervenne pubblicamente a sostegno delle formazioni filorusse del Donbass. In uno degli appuntamenti citati da StreetPress parlò di «pulizia etnica» nell’est dell’Ucraina, accusò l’Europa di dipendere dagli Stati Uniti e descrisse positivamente la leadership russa. Il suo ruolo veniva indicato come quello di fondatore di France-Russie, France-Donbass e Novopole.
Settembre 2022: la missione nel territorio occupato di Kherson
Nel settembre 2022 Chanclu partecipò al cosiddetto referendum sull’annessione della parte occupata della regione di Kherson. La sua presenza fu registrata dalla European Platform for Democratic Elections (EPDE), piattaforma europea per le elezioni democratiche, e anche dai media francesi.
Le Dauphiné Libéré riferì che Chanclu era arrivato nella regione come uno degli «osservatori internazionali» invitati dalla Russia. In un video diffuso pubblicamente, a riceverlo era Kyrylo Stremousov, uno dei dirigenti dell’amministrazione russa d’occupazione nella regione di Kherson, che illustrava alla delegazione il percorso della visita.
La scena definiva anche le condizioni operative della missione: il percorso della delegazione era stabilito dai rappresentanti dell’amministrazione d’occupazione e l’accesso al territorio dipendeva dalla parte russa. Non si trattava quindi di una missione indipendente capace di scegliere autonomamente i luoghi da visitare, svolgere verifiche a campione, incontrare esponenti di posizioni politiche differenti e accedere senza restrizioni alle informazioni.
La definizione di Chanclu come «osservatore francese» non indicava un mandato di Parigi. Chanclu non rappresentava il governo francese, il Parlamento né le istituzioni elettorali ufficiali della Francia. La Francia non riconosce l’annessione russa dei territori ucraini e sostiene l’integrità territoriale dell’Ucraina: in questo caso l’aggettivo «francese» descriveva soltanto la sua cittadinanza.
8-10 settembre 2023: le elezioni organizzate dalla Russia nel Donbass occupato
L’8, il 9 e il 10 settembre 2023 Chanclu partecipò alle cosiddette elezioni russe nella parte occupata della regione di Donetsk. L’EPDE lo inserì nel proprio elenco annuale come rappresentante della Francia nel gruppo di partecipanti stranieri inviato nel Donetsk occupato.
Nello stesso anno la Russia organizzò votazioni per gli «organi legislativi» d’occupazione nelle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzhia e Kherson, oltre che in decine di entità municipali create dalle autorità russe. Le procedure si svolsero anche in condizioni di legge marziale e mentre erano in corso combattimenti.
Secondo l’EPDE, l’obiettivo era cercare di consolidare e normalizzare l’annessione russa dei territori occupati. In questo quadro, la valutazione positiva espressa da Chanclu sul funzionamento di singoli seggi non rispondeva alla questione decisiva: la legittimità dell’intero voto.
La Russia organizzava infatti le consultazioni sul territorio di un altro Stato. In quelle aree, le istituzioni elettorali legittime restavano quelle ucraine; perciò anche un seggio formalmente ben organizzato non poteva conferire legittimità a una procedura svolta fin dall’inizio al di fuori dell’ordinamento giuridico ucraino.
La posizione attuale: un cittadino francese, non un incaricato di Parigi
La sequenza documentata va dalle relazioni costruite da Chanclu con le reti filorusse francesi alla partecipazione al referendum del 2022 e alle elezioni d’occupazione del 2023. Le sue valutazioni non esprimono la posizione dello Stato francese: Chanclu non disponeva di un mandato del governo, del Parlamento o delle autorità elettorali ufficiali, e la Francia continua a non riconoscere l’annessione russa dei territori ucraini.