I Verdi britannici approvano mozione radicale che equipara sionismo a razzismo durante convention annuale

05.10.2026 15:55
I Verdi britannici approvano mozione radicale che equipara sionismo a razzismo durante convention annuale

I Verdi britannici approvano una mozione controversa sul sionismo

Domenica, durante la loro convention annuale, i Verdi britannici hanno approvato una mozione che equipara il sionismo al razzismo e propone di sostituire lo stato di Israele con un unico stato in Palestina. Queste dichiarazioni radicali hanno generato un acceso dibattito politico, suscitando critiche da parte di tutti gli altri principali partiti britannici che accusano il movimento di radicalizzarsi. Inoltre, il governo israeliano ha reagito emettendo un divieto d’ingresso contro il loro leader, Zack Polanski, che è ebreo ma non si identifica con l’ideologia sionista, riporta Attuale.

Il sionismo, che prende avvio nel Diciannovesimo secolo, è un movimento politico e ideologico che ha cercato di creare uno stato indipendente in Palestina per gli ebrei, in risposta a secoli di persecuzioni e antisemitismo in Europa. Lo stato di Israele fu fondato nel 1948 su territori già abitati da comunità arabe, dando vita a conflitti e violenze significative.

Negli ultimi decenni, specialmente in tempi recenti, il sionismo è stato reinterpretato non solo come un movimento di autodeterminazione, ma come un ideale colonialista che ha portato alla perdita delle terre e dei diritti fondamentali dei palestinesi. Pertanto, alcuni sostengono che l’ideologia che ha fondato Israele sia intrinsecamente razzista.

Questa posizione è sostenuta da alcuni studiosi, però è anche contestata, in quanto critica la legittimità del governo israeliano. La mozione dei Verdi britannici, che propone la dissoluzione di Israele in un unico stato palestinese, sconfina in questo dibattito, contraddicendo la posizione della comunità internazionale, che da decenni sostiene una “soluzione dei due stati”, favorendo la coesistenza di Israeliani e Palestinesi.

La mozione è stata approvata mentre Polanski non era presente, avendo scelto di non partecipare all’importante votazione per dedicarsi alla campagna elettorale per un seggio nel parlamento britannico. Le mozioni congressuali diventano rapidamente parte della linea politica del partito, ma non sono obbligatoriamente incluse nel programma elettorale. Questa approvazione è stata interpretata da molti come un segnale che Polanski non detenga completamente il controllo del partito.

Prima del voto, Polanski si era espresso sul tema del sionismo indicando una connessione tra questo e “lo sfollamento e il genocidio delle persone palestinesi”. Tuttavia, i delegati del congresso hanno respinto le proposte di emendamento e protezione per i membri ebrei del partito che sostenessero il sionismo.

Dopo la votazione, Polanski ha firmato, insieme ai suoi vice e ai parlamentari del partito, una dichiarazione congiunta che afferma un impegno a non tollerare discriminazioni negli ambienti del partito, evidenziando che i diritti dei palestinesi e degli ebrei non sono in contraddizione. Alcuni parlamentari e leader storici del partito si erano già espressi contro la mozione, sostenendo la corrente Greens for Palestine.

Nel corso della convention è emersa una spaccatura tra la base storica dei Verdi e i nuovi attivisti giunti sotto la direzione di Polanski, iniziata nel settembre 2025. Sotto la sua guida, il partito ha visto un aumento senza precedenti dei consensi e del numero di iscritti, che è passato da 63mila a 230mila, attratti dalla linea pro Palestina.

A febbraio, la combinazione di questo entusiasmo e la frustrazione dell’elettorato progressista nei confronti dei Laburisti hanno portato i Verdi a conquistare il loro primo seggio nel parlamento, ma da allora il partito è scivolato al quarto posto nei sondaggi, mentre i Laburisti, sotto la nuova leadership di Andy Burnham, hanno preso posizioni più nette riguardo alla situazione in Israele.

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