Allerta West Nile in Italia: 2 decessi e 432 casi confermati dall’inizio dell’anno

28.08.2026 17:05
Allerta West Nile in Italia: 2 decessi e 432 casi confermati dall'inizio dell'anno

Roma, 28 agosto 2026 – Non si ferma l’allarme West Nile in Italia, dove nell’ultima settimana si sono verificati due nuovi decessi e si contano a decine i contagi del virus della febbre del Nilo, che ora coinvolge ogni area del Paese, isole comprese. Questa situazione è emersa nel quinto bollettino sulla sorveglianza delle arbovirosi coordinato dall’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità, che ha evidenziato un’estate particolarmente critica per il West Nile virus (Wnv) in Italia, riporta Attuale.

I dati Iss

Secondo i nuovi dati Iss, dall’inizio dell’anno sono stati confermati 432 casi di contagio del virus West Nile, un incremento di 120 casi in una sola settimana rispetto ai 312 registrati nel bollettino precedente del 19 agosto. Tra i contagi, 223 hanno sviluppato la forma più grave di “febbre del Nilo”, quella di tipo neuro-invasiva, mentre 63 infezioni asintomatiche sono state individuate tramite lo screening sui donatori di sangue. Ci sono poi altri 144 casi ordinari di febbre e 2 casi con sintomi atipici.

I decessi da inizio anno

I decessi accertati dall’inizio dell’anno ammontano a 17, inclusi i due decessi recenti: un pensionato di 85 anni deceduto al Policlinico San Matteo di Pavia e una donna di 72 anni residente in provincia di Napoli. La letalità del virus West Nile per le forme neuro-invasive quest’anno è del 7,2%, dato che segna un miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025, quando la percentuale si attestava al 13,9% (con 430 casi e 27 morti nell’intero anno). Il bollettino dell’Iss segnala che la circolazione del virus è dimostrata in 66 province di 17 regioni, eccezion fatta per Basilicata, Alto Adige e Valle d’Aosta.

Quanto incide il cambiamento climatico

Un dato allarmante è l’espansione della circolazione del virus West Nile su tutta la Penisola, comprese le isole di Sardegna e Sicilia, mentre solo un decennio fa i casi erano limitati a poche regioni del Nord. La diffusione del virus è direttamente legata alla proliferazione della zanzara Culex, ma i ricercatori considerano anche altre dinamiche di contagio, con un ruolo del cambiamento climatico che potrebbe includere uccelli, altre specie di zanzare e interazioni tra esseri umani. Anche il calo della letalità può essere spiegato con la più ampia diffusione del virus, consentendo ai presidi sanitari di riconoscerlo più rapidamente e avviare un monitoraggio efficace dell’evoluzione neurologica, che rimane comunque molto rara. Le forme neuro-invasive colpiscono circa l’1% degli infetti, principalmente anziani o immunocompromessi, mentre la maggior parte delle infezioni da West Nile resta asintomatica o si manifesta con una lieve febbre.

La diffusione del virus

La diffusione di un virus come il West Nile è inoltre collegata all’aumento delle opportunità di viaggio, in particolare verso destinazioni tropicali o esotiche, che sono diventate sempre più accessibili e popolari. Oltre a portare a casa ricordi piacevoli, talvolta si riportano anche infezioni indesiderate, mentre nomi come West Nile, Dengue o Chikungunya diventano comuni anche in Italia. I report sulle malattie infettive trasmesse da zanzare, resi pubblici dal sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Iss, segnalano che dall’inizio dell’anno ci sono stati 192 casi confermati di Dengue, 17 di Chikungunya e 3 di virus Zika, tutti riconducibili a viaggi all’estero senza alcun decesso. Inoltre, si registrano 10 casi di Usutu virus, concentrati principalmente in Lombardia.

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