Tragiche morti durante la distribuzione di aiuti a Gaza
Martedì, almeno 51 palestinesi sono stati uccisi dai militari israeliani mentre attendevano la distribuzione di cibo a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Questo bilancio è stato comunicato dal ministero della Salute della Striscia, sotto il controllo di Hamas, con altre 200 persone segnalate ferite. Secondo l’esercito israeliano, i soldati avrebbero aperto il fuoco su una folla che si era radunata nei pressi di un camion carico di beni di prima necessità, bloccato in una zona in cui era in corso un’operazione militare. Un testimone palestinese presente al momento dei fatti ha riferito a CNN che le persone in attesa di aiuto sono state colpite da due missili, mentre l’esercito ha negato qualsiasi bombardamento. In un altro episodio martedì, altre 8 persone palestinesi sono state uccise vicino a un centro di distribuzione di cibo a ovest di Rafah, un’altra località nella parte meridionale della Striscia, riporta Attuale.
Dall’introduzione della possibilità di portare cibo e beni essenziali agli abitanti della Striscia, si stima che almeno 400 palestinesi siano stati uccisi nei pressi dei centri di distribuzione. Questo è avvenuto soprattutto vicino ai centri della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), un’organizzazione fortemente criticata che è stata istituita da Israele per controllare direttamente la distribuzione di aiuti e utilizzare la fame come arma contro la popolazione palestinese. Tuttavia, quelli uccisi martedì non si trovavano in un centro della GHF.