Annullata la sanzione del Garante sulla trasmissione dell’audio tra Sangiuliano e la moglie, il Tribunale di Roma sostiene l’interesse pubblico

26.01.2026 18:55
Annullata la sanzione del Garante sulla trasmissione dell'audio tra Sangiuliano e la moglie, il Tribunale di Roma sostiene l'interesse pubblico

Il Tribunale di Roma annulla sanzione alla Rai per diffusione di audio di Gennaro Sangiuliano

Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione di 150mila euro inflitta dal Garante della Privacy alla Rai per la diffusione dell’audio di una conversazione tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini, trasmessa da Report. “Secondo il Tribunale di Roma – spiega il giornalista Sigfrido Ranucci sui social – era legittimo e di interesse pubblico trasmettere l’audio e inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il Garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma”, riporta Attuale.

Nella sentenza si legge che i contenuti contestati “possono essere ricondotti al legittimo esercizio di cronaca e critica giornalistica, nella peculiare forma del giornalismo d’inchiesta, in osservanza del principio della essenzialità dell’informazione”. Il tribunale ha inoltre riconosciuto l’interesse pubblico della diffusione della notizia, poiché, nonostante i profili personali, la questione ha rilevanza collettiva. La conversazione telefonica tra Sangiuliano e la moglie tratta del possibile condizionamento di nomine istituzionali da parte di questioni private.

Il Tribunale sottolinea la tardività del provvedimento sanzionatorio, evidenziando che la certezza temporale dell’autorità è fondamentale per garantire il diritto di difesa. Questo rispetto delle tempistiche è essenziale per evitare comportamenti inerti da parte della pubblica amministrazione e per tutelare i diritti dei soggetti coinvolti.

“La vittoria di Report e dell’Ufficio Legale della Rai sul Garante della Privacy è chiara”, afferma Ranucci. “Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione, riconoscendo la legittimità dell’operato di Report e condannando il Garante al pagamento delle spese processuali”, prosegue Ranucci. I rappresentanti del M5s sulla questione espresso forte critica nei confronti del Collegio del Garante, ritenendoli non meritevoli di mantenere il loro incarico dopo questa figuraccia.

La sentenza del Tribunale di Roma rappresenta un’importante battaglia per la libertà di informazione e la tutela del diritto alla cronaca in un contesto in cui le questioni politiche e personali spesso si intrecciano. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni sul modo in cui i media trattano le notizie di rilevanza pubblica in futuro.

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