Riapertura del caso di femminicidio: l’ergastolo a Fontana annullato
RESCALDINA (Milano) – L’ergastolo inflitto a Davide Fontana per il femminicidio di Carol Maltesi è stato annullato, riporta Attuale. La Corte di Cassazione, in una decisione datata 10 febbraio e rendicontata solo recentemente, ha disposto un nuovo processo d’Appello, il terzo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso del difensore Stefano Paloschi, riaprendo così il dibattimento sulla sentenza dell’Appello bis, celebrata a Milano lo scorso maggio.
Il tema centrale è l’aggravante della premeditazione, un elemento cruciale che separa trent’anni di carcere dall’ergastolo. Questa nuova fase processuale riporta alla luce una ferita mai completamente rimarginata. Il 11 gennaio 2022, a Rescaldina, Carol Maltesi, 26 anni, madre e in cerca di un nuovo inizio, è stata brutalmente assassinata a casa. Secondo le ricostruzioni processuali, fu legata, imbavagliata con scotch e colpita da 13 martellate alla testa, prima di essere finita con un coltellata. Il delitto avvenne mentre la giovane stava girando un video hard commissionato dallo stesso Fontana attraverso un profilo social falso, materiale destinato alla vendita su OnlyFans.
Secondo l’accusa, il delitto fu alimentato da gelosia e dall’incapacità di Fontana di accettare il futuro trasferimento della giovane in provincia di Verona. Dopo l’omicidio, il corpo di Carol fu fatto a pezzi e conservato nel congelatore per settimane prima di essere gettato in un dirupo a Paline di Borno, in provincia di Brescia. I resti furono ritrovati solo il 29 marzo 2022, oltre due mesi dopo l’omicidio. Il cammino della giustizia si è rivelato tortuoso; in primo grado, il 12 giugno 2023, la Corte d’Assise di Busto Arsizio condannò Fontana a 30 anni di reclusione, escludendo le aggravanti più gravi e ritenendo non provato un piano ben definito. I giudici parlarono di condotte “raccapriccianti” ma confuse, come se non ci fosse stata una premeditazione.
Al contrario, in Appello, la premeditazione venne riconosciuta e, con essa, l’ergastolo. Tuttavia, per due volte, la Cassazione ha annullato tali decisioni, richiedendo una nuova valutazione sull’aggravante. Con questo nuovo intervento della Suprema Corte, il processo tornerà nuovamente in aula a Milano, davanti a un nuovo collegio di giudici. Sarà l’Appello ter a determinare se l’omicidio di Carol Maltesi fu effettivamente premeditato. Resta quindi la necessità di ulteriori chiarimenti e una certezza: la storia di Carol non ha ancora trovato una conclusione definitiva.
Christian Sormani