La commissione Antimafia ha approvato una relazione che accusa l’ex procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, di aver avallato i dossieraggi di Pasquale Striano, un finanziere il cui lavoro aveva suscitato preoccupazioni. Questa situazione rappresenta un nuovo capitolo nello scontro politico in vista del referendum sulla separazione delle carriere, riporta Attuale.
Il testo della maggioranza
La relazione, sostenuta dalla maggioranza, accusa la procura nazionale di aver facilitato attività di dossieraggio. La presidente della commissione, Chiara Colosimo, ha affermato: «Ci fu un attacco alle istituzioni partito dalla Direzione nazionale antimafia, all’epoca guidata da Federico Cafiero De Raho, per dossierare». Secondo il documento, De Raho era a conoscenza delle irregolarità negli accessi alle banche dati. «Sapeva, tollerava e non ha adottato alcun atto o provvedimento correttivo», viene evidenziato nella relazione.
La replica di Cafiero de Raho
Federico Cafiero De Raho ha respinto le accuse, convocando una conferenza stampa nella quale era presente anche Giuseppe Conte, in collegamento. Secondo la sua versione, la maggioranza della commissione avrebbe esaminato non solo gli atti relativi a Striano, ma anche quelli di indagini avviate dalla procura che coinvolgevano la politica, in particolare riguardanti Armando Siri. De Raho ha definito la relazione come una manipolazione da parte della commissione, affermando: «Hanno usato il lavoro della commissione antimafia in modo fazioso; questa è una relazione inaccettabile dal punto di vista democratico, una deriva pericolosa».