Antonio Conte critica l’Eintracht Francoforte per le sue tattiche difensive nella partita del Maradona

04.11.2025 22:56
Antonio Conte critica l'Eintracht Francoforte per le sue tattiche difensive nella partita del Maradona

Conte deluso dopo pareggio senza reti contro l’Eintracht Francoforte

Il tecnico del Napoli, Antonio Conte, ha espresso la sua frustrazione dopo il deludente pareggio a reti inviolate contro l’Eintracht Francoforte allo Stadio Maradona, riporta Attuale.

Nonostante il dominio totale della sua squadra, che ha creato quelle che Conte ha definito “enormi occasioni”, l’attenzione del tecnico si è rapidamente spostata sulla difesa estremamente cauta dell’avversario, affermando che l’approccio fosse inusuale per una squadra tedesca e ipocrita nel calcio moderno.

Il manager italiano, noto per la sua schiettezza, ha espresso sorpresa per le tattiche difensive adottate dall’Eintracht, dichiarando: “È strano vedere una squadra tedesca giocare un calcio così difensivo.”

Tuttavia, le sue osservazioni sono diventate incisive quando ha utilizzato la situazione per colpire diretta i critici e i media riguardo ai presunti doppi standard applicati al calcio italiano. “L’Eintracht è venuto qui per difendere, congratulazioni a loro,” ha affermato in conferenza stampa post-partita, aggiungendo il pungente: “Se fossimo stati noi [Napoli] a farlo, avrebbero detto che era un catenaccio italiano!”

Conte ha chiaramente colpito il persistente stereotipo applicato alle squadre di Serie A. Ha sostenuto che i suoi giocatori meritarono credito per aver dominato la partita e controllato il ritmo, e non possono essere ritenuti responsabili del risultato di fronte a un avversario impegnato unicamente a difendere la propria area. Ha insistito sul fatto che il suo più grande rammarico fosse semplicemente la finalizzazione, non la prestazione: “Ho poco di cui lamentarmi con i ragazzi. Abbiamo dominato, ma ci è mancato il gol.” La difesa risoluta di Conte della sua squadra costituisce un chiaro messaggio: l’unica cosa mancante nel gioco del Napoli era un gol, non l’ambizione o la capacità offensiva.

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