Arianna Meloni e i conflitti interni di Fratelli d’Italia che minacciano la stabilità del partito

06.11.2025 12:45
Arianna Meloni e i conflitti interni di Fratelli d'Italia che minacciano la stabilità del partito

All’interno di Fratelli d’Italia, la sorellanza non basta. Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia, è da due anni capo della segreteria politica e responsabile del tesseramento del partito, ma i suoi rapporti con gli altri dirigenti di FdI, secondo Domani, sembrerebbero aver provocato non pochi problemi ai meloniani. Indeboliti da faide interne, come quella tra i fedelissimi di Donzelli e quelli di La Russa in Lombardia, i rappresentanti del primo partito d’Italia ora temono di poter perdere consensi a livello regionale in favore di altre forze del centrodestra, mettendo a rischio gli equilibri stessi della coalizione. Come se non bastasse, dopo trent’anni di lavoro e militanza dietro le quinte, si fanno sempre più insistenti le voci che vorrebbero Arianna Meloni pronta a scendere in prima persona nel mondo della politica, riporta Attuale.

La sfiducia a Federica Picchi in Lombardia

Il caso più caldo, l’ultimo in ordine di tempo, riguarda la sottosegretaria allo Sport in Lombardia, Federica Picchi, vicina ad Arianna Meloni e nota per le sue posizioni no-vax, rilanciate anche di recente attraverso la condivisione sui social di teorie sulla correlazione tra autismo e vaccini. Su proposta del consigliere Pd Pierfrancesco Majorino, Picchi è stata colpita da una mozione di sfiducia da parte dei delegati riuniti al Pirellone, che in scrutinio segreto hanno votato a favore della sua rimozione. A far riflettere sono stati i numeri della votazione: 44 voti favorevoli e 23 contrari, il che significa che ci sono stati diciannove franchi tiratori fra le fila del centrodestra. Non è bastato a salvarla l’incontro di Arianna Meloni e Giovanni Donzelli con tutti i consiglieri di FdI il giorno prima del voto.

Il caso Report

Un altro caso, che coinvolge Arianna Meloni in prima persona, è quello legato alla sanzione che il Garante della Privacy ha inflitto alla Rai dopo che la trasmissione Report ha mandato in onda una conversazione telefonica tra l’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e la moglie, Federica Corsini. Dopo il provvedimento, il programma di Sigfrido Ranucci aveva dedicato una puntata alla ricostruzione della vicenda che ha portato alla diffida, concentrandosi su un membro dell’authority, Agostino Ghiglia, in quota FdI, che avrebbe votato a favore della multa dopo un incontro con Arianna Meloni. La quale ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda, giudicando «senza senso, fuori da ogni logica» le accuse mosse contro di lei. A riprova di quanto asserito, Report ha pubblicato un messaggio della chat dell’ufficio di Ghiglia in cui lui avverte della sua visita al partito dicendo «Vado da Arianna».

Le faide regionali che potrebbero indebolire Fratelli d’Italia

Altri focolai, secondo quanto riporta oggi Giulia Merlo per Domani, sono quelli che accendono le singole regioni. In Sicilia, l’ex deputato di FdI Manlio Messina, vicino alle Meloni, è uscito dal partito lo scorso luglio e potrebbe puntare a correre da indipendente per la presidenza della Regione. In Toscana, l’ex consigliere comunale di Prato Tommaso Cocci si è ritirato dalle elezioni regionali dopo che i ricatti interni al partito ne hanno fatto girare foto compromettenti, provocando uno scandalo. In Puglia, il coordinatore e sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, che con le sorelle Meloni ci ha più volte trascorso le vacanze, è stato accusato di aver fatto fuori dalle liste per le regionali la consigliera comunale di Bari Raffaella Casamassima.

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