Armenia: opportunità economiche emergenti grazie al disgelo nei rapporti con Azerbaigian e Turchia

04.11.2025 18:05
Armenia: opportunità economiche emergenti grazie al disgelo nei rapporti con Azerbaigian e Turchia

Armenia si prepara a diventare un hub economico regionale grazie a relazioni rinvigorite con Azerbaigian e Turchia

Nelle ultime settimane, le relazioni tra Armenia, Azerbaigian e Turchia hanno mostrato segni di un’inattesa evoluzione, creando opportunità economiche significative per il governo armeno. Con la chiusura di un conflitto durato tre decenni, l’Armenia è ora posizionata come una potenziale centrale di investimenti regionali, riporta Attuale.

La situazione nel Caucaso meridionale non sembrava favorevole per gli investimenti, soprattutto dopo la campagna militare dell’Azerbaigian nel settembre 2023, che ha costretto circa 110.000 residenti della regione etnicamente armena del Nagorno-Karabakh a rifugiarsi in Armenia. Gli ultimi sviluppi hanno però reso l’Armenia, un paese senza sbocchi al mare con una popolazione di 3 milioni di persone, il punto di riferimento economico della regione.

Dal 2022 al 2024, il PIL armeno è cresciuto annualmente del 9%, e nonostante un rallentamento, si prevede una crescita del 5% quest’anno e del 4% l’anno prossimo, secondo la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS). L’inflazione, attorno al 3.6%, è mantenuta sotto controllo da una politica monetaria prudente, mentre gli investimenti diretti esteri (IDE) continuano a salire, sostenuti in gran parte dagli armeni espatriati.

“L’Armenia ha beneficiato di un afflusso significativo di immigrati altamente qualificati, principalmente dalla Russia”, osserva Dmitri Dolgin, economista capo di ING Bank per Russia e paesi della Comunità degli Stati Indipendenti, “il che ha portato a un aumento dei trasferimenti, a una maggiore attività nei settori finanziario e IT, e a una domanda interna complessiva più forte per beni, servizi e immobili.” I settori trainanti della crescita includono finanza, IT, costruzione e consumo.

La capitale Yerevan è diventata un polo regionale per startup e professionisti digitali, incrementando la domanda in diversi settori e migliorando la produttività. George Akhalkatsi, capo dell’ufficio della BERS a Yerevan, commenta che “l’impulso economico è stato modellato da una congiunzione unica di shock esterni, resilienza interna e un’eccezionale crescita alimentata da un’ondata di migrazione.”

Rasserenamento delle tensioni

Il disgelo delle relazioni tra il Presidente azero Ilham Aliyev e il Primo Ministro armeno Nikol Pashinian, avvenuto dopo il riconoscimento del trionfo militare dell’Azerbaigian, ha portato alla conclusione di un accordo di pace firmato l’8 agosto sotto la supervisione del Presidente Donald Trump alla Casa Bianca.

Questo accordo stabilisce la base per lo sviluppo del corridoio di trasporto Zangezur, collegando l’Azerbaigian al suo exclave Nakhchivan, gestito da aziende statunitensi in collaborazione con Yerevan. Denominato TRIPP (Trump Route for Peace and Prosperity), il corridoio mira a stimolare una riconciliazione più ampia tra i due paesi.

Il potenziale di offerta economica rimane considerevole, nonostante le preoccupazioni armene per la sovranità. L’afflusso degli investimenti statunitensi aiuta a mitigare le preoccupazioni di Yerevan, con questi ultimi che hanno dolcemente assicurato il rispetto della loro integrità territoriale. Tuttavia, l’utilizzo del termine Zangezur da parte di Aliyev ha suscitato reazioni cautelose in Armenia, con il portavoce di Pashinian che ha chiarito che “la narrativa presentata non può riguardare in alcun modo il territorio della Repubblica di Armenia”.

Nonostante la situazione fragile, gli osservatori esprimono ottimismo. “Baku ha accolto favorevolmente il coinvolgimento degli Stati Uniti, in particolare in un contesto di tensione crescente con Mosca”, afferma Tinatin Japaridze, analista di Eurasia Group. L’intento di Yerevan di mantenere il controllo sulle sue frontiere è ora in fase di negoziazione, con selezioni per un operatore privato del corridoio in corso.

Yerevan ha anche visto un riscaldamento delle sue relazioni con la Turchia, alleata dell’Azerbaigian, con il Presidente Pashinian e il Presidente turco Recep Erdoğan che hanno tenuto un vertice ad Ankara a giugno. Settori come IT, costruzione e finanza potrebbero trarre beneficio da investimenti turchi, mentre anche il turismo può prosperare grazie all’avvio di voli diretti tra i due paesi.

Dolgin di ING evidenzia ulteriori possibilità, suggerendo che se il processo di pace prosegue, settori come logistica e servizi doganali potrebbero ottenere vantaggi significativi, con ripercussioni positive per le piccole e medie imprese lungo le filiere orientali e occidentali.

Le sfide rimangono

Tuttavia, insieme all’opportunità di ampliare le relazioni commerciali, il governo armeno deve affrontare sfide a lungo termine, tra cui un tasso di disoccupazione raggiungente il 14% a causa di anni di mancanza di investimenti in formazione e l’integrazione di rifugiati provenienti dal Nagorno-Karabakh. La dipendenza energetica dalla Russia rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione, nonostante i piani per sostituire l’anziano impianto nucleare Metsamor con una nuova centrale nucleare e progetti rinnovabili in corso volti a garantire la sicurezza energetica a lungo termine.

Fitch Ratings rimarca che le finanze pubbliche saranno cruciali per valutare i piani futuri. “Il debito pubblico potrebbe arrivare al 60% del PIL entro il 2030”, afferma Ramakrishnan. Se ci si attende la realizzazione di un miglioramento in questo contesto, previsioni più ottimistiche indicano un abbattimento di disoccupazione e disinvestimento, favorendo ambienti commerciali più solidi e attrattivi per gli investimenti a lungo termine in tutto il paese.

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