Arresti in Sicilia e Calabria per furti di reperti archeologici
Trentaquattro persone sono state arrestate o poste agli arresti domiciliari in Sicilia e Calabria con accuse relative al furto e alla rivendita di reperti archeologici rubati da vari siti nelle due regioni, molti dei quali sono successivamente stati trovati in Germania e Regno Unito, riporta Attuale.
In Sicilia, il totale degli implicati arriva a 45: nove sono in carcere, 14 agli arresti domiciliari, mentre 17 hanno l’obbligo di dimora. Inoltre, quattro persone devono presentarsi regolarmente alla polizia giudiziaria, e a un proprietario di una casa d’aste è stata sospesa l’attività imprenditoriale. Le indagini hanno rivelato almeno 76 scavi clandestini, e nel catanese è stato scoperto un laboratorio utilizzato per la produzione di falsi manufatti. Sono stati sequestrati oltre 10mila reperti, tra i quali vasi di terracotta, anelli di bronzo, fibbie e punte di freccia, oltre a circa 7mila monete datate tra il V secolo a.C. e il II secolo d.C., per un valore stimato di circa 17 milioni di euro.
In Calabria, nove persone sono agli arresti domiciliari e due in carcere. Le loro accuse comprendono l’aggravante del metodo mafioso, in quanto, secondo la procura, le loro attività sarebbero connesse alla cosca della ‘ndrangheta Arena.