Omicidio a Gemona: la confessione scioccante di Lorena Venier
Gemona (Udine), 1 agosto 2025 – “Ho fatto una cosa mostruosa e innaturale”. Lorena Venier, 61 anni, ha rivelato al pm Giovanni Milillo di aver ucciso il figlio Alessandro, 35 anni, la sera del 25 luglio. L’infermiera, conosciuta per il suo impegno al Distretto sanitario di Gemona, ha poi sezionato il corpo con un’ascia, celandolo per cinque giorni in una rimessa della loro abitazione in via dei Lotti. Il cadavere era immergerso in calce viva: la Procura sta indagando sull’acquisto di questo materiale su Amazon. Se l’ordine risulterà effettuato nei giorni precedenti al delitto, ciò potrebbe comportare l’aggravante della premeditazione, in aggiunta alle accuse di omicidio e occultamento di cadavere. Complice nella tragedia è stata la compagna di Alessandro, la colombiana Maylin Castro Monsalvo, 30 anni. L’interrogatorio di Maylin era previsto per oggi, ma ha subito un malore che ha richiesto assistenza ospedaliera prima di essere riportata nel luogo di detenzione. “Ho richiesto un rinvio, era troppo confusa”, ha confermato l’avvocatessa Federica Tosel, riporta Attuale.
Davanti al magistrato, Lorena ha descritto Maylin come “la figlia femmina che non ho mai avuto”. “È possibile che il legame intenso tra le due donne possa fornire una spiegazione a quanto accaduto, ma non posso entrare nei dettagli per motivi di riservatezza” ha affermato l’avvocato della Venier, Giovanni De Nardo. Gli inquirenti si stanno concentrando sul movente e sulla sequenza degli eventi, mentre i membri del Ris sono tornati nell’abitazione. “La situazione è estremamente delicata – ha affermato l’avvocatessa Tosel – e richiede la massima cautela, soprattutto considerando la presenza di una bambina di pochi mesi, ora affidata ai servizi sociali, che deve essere protetta”. “Dobbiamo esaminare tutto ciò che la madre ha dichiarato e confrontarlo con le affermazioni della compagna”, ha aggiunto il procuratore facente funzione di Udine, Claudia Danelon, sottolineando che ci sono ancora dettagli da chiarire; non è possibile stabilire se una delle due indagate abbia avuto un ruolo predominante nel delitto.
Le autorità stanno cercando di ricostruire la serata del 25 luglio, in cui frequenti litigi in famiglia avrebbero caratterizzato il contesto, poiché Alessandro aveva l’abitudine di bere e di non contribuire nelle faccende domestiche. Quella fatidica sera, alcune indiscrezioni non confermate indicano che Alessandro si sarebbe dimenticato di preparare la cena, come promesso. Durante la successiva lite, la madre potrebbe avergli somministrato una dose eccessiva di tranquillanti che Maylin usa: prima della gravidanza, infatti, la ragazza lavorava come Operatrice socio-sanitaria nella stessa struttura di Lorena, ma il suo stato di maternità le ha causato una depressione grave che l’ha costretta all’inattività. Rimane da determinare se Alessandro sia deceduto a causa dei farmaci o se sia morto a seguito dei colpi d’ascia. I medici legali si occuperanno dell’autopsia nei prossimi giorni. Inoltre, gli inquirenti sono curiosi di capire perché le due donne abbiano rivelato tutto solo diversi giorni dopo; sembrerebbe che non ci siano terze persone coinvolte, come riportato da Lorena.