Assalto alla redazione de La Stampa a Torino: 34 denunciati dopo proteste contro il giornale

29.11.2025 09:15
Assalto alla redazione de La Stampa a Torino: 34 denunciati dopo proteste contro il giornale

Assalto alla redazione de La Stampa durante la protesta per i diritti dei giornalisti

Torino – Un assalto si è verificato nella redazione de La Stampa in concomitanza con uno sciopero generale e una protesta per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei giornalisti. Durante l’incursione, i manifestanti hanno lasciato scritte sui muri, tra cui “Free Sahin” e “Complici di Israele”. Più di 200 partecipanti hanno deviato dal corteo direzionandosi verso il quartiere San Salvario, precisamente con l’intenzione di irrompere nella redazione del noto quotidiano. L’episodio è avvenuto poco dopo le 13.30, quando il gruppo “sociale” ha preso d’assalto la sede in via Nizza, riporta Attuale.

I manifestanti, in risposta all’operato del giornale, hanno espresso: “Siamo qui per dire che la vostra narrazione ci fa schifo. Questo giornale si schiera sempre dalla parte sbagliata, è sempre al servizio della questura”. L’azione è stata principalmente incentrata sulla figura di Mohamed Shahin, l’imam espulso per le sue dichiarazioni riguardanti l’attacco di Hamas a Israele. Secondo i manifestanti, Shahin è stato ingiustamente etichettato come terrorista.

Circa cinquanta persone hanno guadagnato accesso alla redazione forzando una porta, vandalizzando l’area con spray e provocando disordini. La facciata dell’edificio ha subito atti vandalici, con secchi di letame scaricati all’ingresso, mentre cori di incitamento al linciaggio rivolti ai giornalisti accompagnavano l’azione. Due persone sono state aggredite mentre cercavano di documentare l’incidente, minacciate con un linguaggio violento e fumogeni.

L’intervento delle forze di polizia antisommossa ha costretto i manifestanti a lasciare la sede poco dopo le 14. Gli agenti della Digos hanno identificato e denunciato ben 34 partecipanti. La risposta istituzionale è stata immediata, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha espresso la propria solidarietà al direttore Andrea Malaguti e alla redazione, condannando fermamente l’irruzione. Anche la premier Giorgia Meloni ha contattato il direttore per esprimere la vicinanza del governo, definendo l’accaduto “un fatto gravissimo da condannare senza ambiguità” e ribadendo l’importanza di proteggere la libertà di stampa.

Nel frattempo, il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha classificato l’imam Shahin come “una minaccia concreta per la sicurezza”. Le sue dichiarazioni alle manifestazioni, dove ha affermato di essere “d’accordo con il 7 ottobre” e che quell’azione “non è stata violenza”, sono state messe in evidenza come parte di un percorso di radicalizzazione con manifeste connotazioni di antisemitismo, aggravato dal suo presunto contatto con gruppi fondamentalisti.

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