Attacco aereo USA in Venezuela: segnali di escalation contro Maduro
La scorsa settimana, gli Stati Uniti hanno effettuato un attacco con droni contro un porto del Venezuela, segnando la prima incursione diretta sul suolo venezuelano dall’inizio delle operazioni per rovesciare il regime di Nicolás Maduro sotto l’amministrazione Trump, riporta Attuale.
Realizzato in grande segreto, l’attacco non è stato ufficialmente comunicato dal governo statunitense. Trump ha menzionato l’operazione in un’intervista radiofonica venerdì scorso, senza fornire dettagli specifici, ma confermando che l’azione era avvenuta due giorni prima. A Mar-a-Lago, durante una conferenza stampa, Trump ha affermato di aver colpito “l’area portuale dove vengono caricate le navi con la droga”, ma ha rifiutato di offrire ulteriori informazioni. Il governo venezuelano non ha confermato né commentato le affermazioni di Trump, ma diverse testate statunitensi hanno confermato che l’attacco si è effettivamente verificato.
Martedì, CNN è stata la prima a riportare la notizia, citando fonti anonime all’interno del governo degli Stati Uniti. Secondo le informazioni disponibili, l’attacco ha preso di mira un molo isolato sulla costa venezuelana, ritenuto utilizzato dal gruppo criminoso Tren de Aragua per stoccare e spedire droghe illegali. Si apprende che non ci sarebbero state vittime, poiché il sito era deserto al momento dell’attacco.
Si presume che l’attacco sia stato condotto dalla CIA, l’agenzia di intelligence statunitense autorizzata da Trump a pianificare operazioni nel territorio venezuelano. Durante l’amministrazione Obama, la CIA effettuava regolarmente attacchi con droni in vari paesi, come Pakistan, Yemen e Somalia, ma negli ultimi anni tali operazioni si erano significativamente ridotte.
Negli ultimi tempi, Trump ha intensificato le minacce di un intervento diretto in Venezuela, mobilitando navi e mezzi militari al largo delle sue coste e ordinando bombardamenti su imbarcazioni di presunti narcotrafficanti, con un bilancio di oltre 80 vittime. Inoltre, ha focalizzato l’attenzione sul petrolio venezuelano, cruciale per l’economia del paese, sequestrando petrolieri e imponendo un blocco navale su tutte le navi sanzionate che transitano dal Venezuela. Gli Stati Uniti accusano Maduro di dirigere un’organizzazione di narcotrafficanti nota come Cártel de los Soles, un’affermazione alla quale si contrappongono molti dubbi.