Attacco alla base italiana Camp Singara in Kurdistan iracheno, nessun morto né ferito

12.03.2026 16:25
Attacco alla base italiana Camp Singara in Kurdistan iracheno, nessun morto né ferito

Attacco alla base militare italiana a Erbil, Iraq: senza vittime

La base militare italiana “Camp Singara” è stata attaccata durante la notte tra mercoledì e giovedì a Erbil, nel Kurdistan iracheno. L’attacco, presumibilmente condotto da milizie sciite legate all’Iran, non ha causato né morti né feriti, riporta Attuale.

“Camp Singara” si inserisce in un complesso più ampio situato nell’area dell’aeroporto internazionale di Erbil, dove sono presenti numerose basi straniere. Questa zona è una vasta area chiusa, circondata dal traffico aereo. Mentre l’aeroporto civile rimane fermo a causa della sospensione dei voli, l’aeroporto militare continua a operare come base per le forze internazionali, con gli Stati Uniti che mantengono il contingente più numeroso, affiancato da altri paesi della coalizione.

In effetti, l’area militare è un insieme di diverse basi più piccole, una di queste è quella italiana, che ospita circa 300 militari. Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha confermato che 102 soldati sono già tornati in Italia e altri 40 sono stati trasferiti in Giordania per motivi di sicurezza. I militari italiani sono coinvolti nella missione “Prima Parthica”, avviata nel 2018, il cui obiettivo è addestrare e fornire supporto alle forze irachene e curde nella lotta contro l’ISIS.

Il nome della base, “Camp Singara”, trae origine da una città storica irachena, Sinjar, che in epoca romana ospitava una legione destinata a contrastare le incursioni dei Parti. L’operazione militare italiana prende il nome proprio da questo contesto storico.

Il complesso militare di Erbil è un obiettivo strategico per le milizie filoiraniane, e negli ultimi giorni si sono registrati altri attacchi con droni. L’incursione della scorsa notte ha colpito l’area del bar-ristorante della base, in un orario di maggiore affollamento serale, evidenziando i rischi costanti presenti nella regione.

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