Bologna, 7 febbraio 2026 – Un attacco sincronizzato contro le Olimpiadi di Milano-Cortina ha avuto luogo con due atti di sabotaggio simultanei – uno in Emilia-Romagna, tra Bologna e Castel Maggiore, e l’altro nelle Marche, a Pesaro – causando la paralisi della circolazione ferroviaria nel Nord Italia per tutta la mattinata. Gli investigatori non escludono che si tratti di un atto dimostrativo, simile a quello realizzato in Francia durante le Olimpiadi di Parigi del 2024, riporta Attuale.
L’attacco coordinato tra Emilia-Romagna e Marche
L’attacco ha avuto inizio nel Bolognese attorno alle 6 quando sono stati posizionati due ordigni rudimentali incendiari accanto ai binari sulla linea Bologna-Padova, colpendo i fasci di cavi per il rilevamento della velocità. Uno dei due ordigni, situato verso nord, si è surriscaldato e ha preso fuoco attorno alle 8, causando disagi infiniti a catena sulle linee ferroviarie di diverse regioni. Il secondo congegno, diretto verso Ancona, è rimasto intatto.
Nel Pesarese, invece, il sabotaggio si è concretizzato con il rogo di una cabina elettrica, alle 6.30. Gli inquirenti hanno confermato la natura dolosa di entrambi gli attacchi.
Indagini a 360 gradi di Digos e Polfer: inchiesta contro ignoti
Accertamenti approfonditi della Digos e della Polfer sono attualmente in corso e un’inchiesta è stata aperta, al momento contro ignoti. Il fascicolo è nelle mani del procuratore capo Paolo Guido, e si indaga per danneggiamento aggravato, incendio doloso, interruzione di pubblico servizio e terrorismo.
Telecamere al setaccio a caccia dei sabotatori
Le forze dell’ordine stanno esaminando le immagini delle telecamere attive nella zona interessata, dove i sabotatori sono entrati in azione. A causa dell’orario, era ancora buio e potrebbe essere difficile ottenere prove visive. Tuttavia, si prevede di raccogliere elementi utili all’indagine analizzando le immagini della videosorveglianza anche nei dintorni.
L’analisi dell’ordigno intatto può dare risposte
Ulteriori indizi per identificare gli autori potrebbero emergere dall’analisi dell’ordigno rimasto intatto. Si tratta di una bombola composta da materiali elettrici con una lampadina riscaldante e un orologio come timer, confezionato con innesco artigianale e sostanza infiammabile, tutti materiali facilmente reperibili.
Codacons: “Non derubrichiamo ad azione dimostrativa”
Il Codacons ha esortato la magistratura a indagare sui sabotaggi ferroviari per il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, affermando che “quanto accaduto non può essere derubricato ad azione dimostrativa, poiché rappresenta a tutti gli effetti un attentato alla sicurezza ferroviaria che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi”.
Nessuna rivendicazione
Attualmente, la pista anarchico-antagonista rimane nel campo delle ipotesi: ci sono sospetti, ma nessuna rivendicazione è stata fatta per il doppio attentato, che rimane non rivendicato fino a questa sera.