Attacco statunitense al Venezuela: Nicolás Maduro catturato e portato fuori dal paese

03.01.2026 18:35
Attacco statunitense al Venezuela: Nicolás Maduro catturato e portato fuori dal paese

Bombardamenti statunitensi in Venezuela e cattura di Nicolás Maduro

Sabato mattina, gli Stati Uniti hanno bombardato il Venezuela e hanno dichiarato di aver «catturato» e portato fuori dal paese il presidente venezuelano Nicolás Maduro, riporta Attuale. La cattura di Maduro rappresenta un evento sorprendente, considerando che negli ultimi mesi Washington aveva intrapreso una campagna per destabilizzare e rovesciare il regime che governa il paese da dodici anni in modo sempre più autoritario. Tuttavia, l’operazione di sabato, così mirata su Maduro, segna una novità significativa nelle dinamiche geopolitiche della regione.

Nicolás Maduro, 63 anni, è alla presidenza del Venezuela dal 2013, succedendo a Hugo Chávez, che aveva guidato il paese per 14 anni. Prima di diventare presidente, Maduro, ex autista di autobus e leader sindacale, era il vicepresidente di Chávez e uno dei suoi più stretti collaboratori. Chávez lo designò come suo successore poco prima della sua morte, un’eredità politica che Maduro ha mantenuto nel suo decennio di governo.

Nel corso degli anni, Maduro ha rivendicato il proseguimento della dottrina politica di Chávez, il “chavismo”, caratterizzata da un mix di populismo di sinistra, lotta per la liberazione dell’America Latina e un forte anti-capitalismo. Tuttavia, a differenza di Chávez, Maduro ha faticato a mantenere il carisma e il supporto popolare, soprattutto dato il deterioramento della situazione economica del Venezuela e la crisi profonda che ha spinto circa 8 milioni di venezuelani a emigrare negli ultimi dieci anni.

Questa crisi, innescata in parte dalle sanzioni statunitensi imposte sull’industria petrolifera, ha costretto Maduro a governare in modo sempre più autoritario, ricorrendo sempre più all’esercito per reprimere l’opposizione. Nel gennaio 2019, durante elezioni presidenziali contestate, parte dell’opposizione ha proclamato Juan Guaidó come presidente ad interim in virtù di un emendamento costituzionale, tentativo ignorato da Maduro che ha represso brutalmente la contestazione.

Negli anni successivi, il regime di Maduro ha acquisito sempre più potere, stabilendo relazioni con stati come Russia, Cina e Iran. Inoltre, nel 2023, dopo che gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Joe Biden, hanno rimosso alcune sanzioni, Maduro ha potuto ripristinare varie risorse finanziarie. Guaidó è stato espulso dal Venezuela, segnando un ulteriore consolidamento del potere di Maduro.

Nonostante promesse di cooperazione in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, il regime di Maduro si è consolidato, come dimostrato durante le contestate elezioni presidenziali del 2024. Con una crescente impopolarità, Maduro ha impedito la candidatura della leader dell’opposizione María Corina Machado e ha arrestato molti dei suoi sostenitori. Le elezioni hanno visto Maduro dichiarato vincitore, nonostante risultati indipendenti che mostrassero il contrario, scatenando vaste proteste represse dal regime.

La prima parte del terzo mandato di Maduro ha visto un inasprimento delle tensioni con gli Stati Uniti, soprattutto dopo il ritorno al potere di Donald Trump, che ha aumentato le sanzioni e intensificato le operazioni militari nei pressi delle coste venezuelane. Prima dell’attacco di sabato, Trump aveva anche designato Maduro come capo di un’organizzazione terroristica, mentre Maduro ha cercato di difendersi attraverso una retorica pacifista poco convincente.

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