Attentato a Sigfrido Ranucci: indagini sulla matrice criminale e collegamenti con gli ultras
Roma, 18 ottobre 2025 – L’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci ha acceso un ampio dibattito sulle possibili origini del crimine, con due principali piste investigative: quella della malavita organizzata e quella che riconduce agli ultras. Le indagini condotte dalla Dda si concentrano su diverse direzioni nel tentativo di appurare la matrice dell’attacco, “quattro o cinque tracce importanti che però per coincidenza alla fine riconducono sempre agli stessi ambiti. Sono cose molto complesse da provare”, ha fatto sapere Ranucci al termine della sua audizione presso la Procura di Roma, riporta Attuale.
Le prime evidenze investigative indicano che l’ordigno rudimentale che ha semidistrutto due auto della famiglia del giornalista, parcheggiate davanti alla sua abitazione di Pomezia, era composto da circa un chilogrammo di materiale esplosivo, probabilmente polvere pirica. La bomba non era dotata di timer o congegni di attivazione a distanza, suggerendo che l’autore o gli autori abbiano posizionato l’ordigno pochi minuti prima della deflagrazione, avvenuta circa 20 minuti dopo il rientro a casa in auto della figlia del cronista. È probabile che i responsabili conoscessero gli spostamenti e le abitudini di Ranucci.
Ranucci ha rivelato in un’intervista su ‘Il cavallo e la torre’ su Rai3 che l’innesco era stato realizzato in modo temporaneo, indicando che chi ha materialmente eseguito l’attentato aveva monitorato la situazione, affermando: “L’innesco era stato fatto in maniera temporanea, quindi fatto all’istante: questo significa che chi lo ha fatto esplodere aveva presumibilmente monitorato il fatto che non c’era nessuno”. Ha quindi sottolineato che chi ha collocato l’ordigno conosce le mie abitudini, evidenziando la pericolosità della situazione.
Attualmente, un’analisi approfondita dei residui dell’ordigno è fondamentale; si tratta di un’arma non banale. Gli investigatori sperano di reperire ulteriori indizi anche attraverso l’analisi delle telecamere nella zona, sebbene la più vicina si trovi a oltre 50 metri dalla villetta. Si spera che i video possano aver catturato movimenti sospetti avvenuti nelle ore precedenti all’esplosione. Un testimone ha riferito di aver visto un uomo incappucciato nei pressi della casa di Ranucci, un dettaglio che potrebbe risultare cruciale per le indagini.